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La toscana Certified Origins avvicina la produzione di olio Evo al mercato Usa

Ci sono anche obiettivi di riduzione dell’impatto economico e ambientale delle spedizioni via mare verso gli Usa dietro il progetto di Certified Origins di avviare un nuovo stabilimento produttivo in Virginia. Il gruppo (italiano, con base a Grosseto, ma con sedi anche negli Stati Uniti e in Spagna,) che produce e commercializza olio d’oliva extravergine, […]

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14 Aprile 2022
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Ci sono anche obiettivi di riduzione dell’impatto economico e ambientale delle spedizioni via mare verso gli Usa dietro il progetto di Certified Origins di avviare un nuovo stabilimento produttivo in Virginia.

Il gruppo (italiano, con base a Grosseto, ma con sedi anche negli Stati Uniti e in Spagna,) che produce e commercializza olio d’oliva extravergine, con marchi propri o come private label, investirà infatti 25 milioni di dollari nella realizzazione del suo primo impianto negli Usa, che sorgerà nella città di Newport News, dove peraltro ha sede uno dei terminal marittimi che compongono il complesso del ‘port of Virginia’ (gli altri sono a Portsmouth e Norfolk).

Ad oggi, spiega la società toscana a SUPPLY CHAIN ITALY, l’olio extravergine prodotto in Italia (o in altre aree dell’area europea e mediterranea, a seconda del brand) dall’azienda arriva negli Usa già confezionato. Con l’apertura dello stabilimento, una parte di questo prodotto – che continuerà a essere realizzato nel paese di coltivazione delle olive, dato che queste devono essere frante entro 24-48 ore dalla raccolta – verrà invece recapitato negli Stati Uniti sfuso e sarà quindi confezionato in loco per il mercato locale.

Questa riorganizzazione permetterà anche “una maggiore flessibilità produttiva e un tempo di risposta rapido ai bisogni dei nostri clienti e partner in Nord e Sud America” evidenzia l’azienda. In aggiunta la struttura consentirà anche di poter variare in futuro gli approvvigionamenti, ad esempio comprendendo le produzioni olivicole della California e di paesi sudamericani quali Argentina e Cile.

“L’apertura di un impianto di imbottigliamento qui negli Stati Uniti aiuterà senza dubbio ad alleviare molte delle incertezze che ci sono quando si attende che i prodotti finiti arrivino dall’estero. Ci aiuterà a riprendere un po’ di controllo durante questo caotico periodo post-pandemico” ha commentato al riguardo Adrienne Galeas, supply chain manager della società negli Usa. “Avere una struttura negli Stati Uniti consentirà ai nostri partner una maggiore flessibilità negli ordini o per le richieste di nuovi prodotti o nelle offerte stagionali” ha aggiunto Keving King, direttore dello stabilimento.

Commentando l’annuncio, anche Nacho Nuez, amministratore delegato di Certified Origins, ha puntato l’attenzione su alcuni vantaggi logistici connessi alla particolare posizione individuata per il nuovo impianto. “Lo stato della Virginia – ha affermato – ha un porto eccezionale, che è una parte fondamentale della nostra catena logistica. Avere un porto con grandi volumi, efficiente e all’avanguardia è stato un fattore decisivo per [la scelta del]la posizione. La Virginia si trova in posizione centrale nella regione dell’Atlantico centrale, che è un’ottima posizione per supportare i nostri clienti, [da cui] possiamo spedire facilmente ai centri di distribuzione su camion o ferrovia, dal nostro stabilimento di produzione o dal porto”.

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