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In aumento (+3%) le ricerche di professionisti di Supply Chain & Logistics negli ultimi 12 mesi in Italia

Per Osservatorio Winsearch Ai, reshoring e nearshoring stanno modificando il mercato del lavoro in relazione alle competenze richieste

di Redazione SUPPLY CHAIN ITALY
24 Agosto 2026
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Modern automated warehouse management system.

Le strategie di reshoring e nearshoring sono tra i fenomeni che stanno ridefinendo la supply chain globale. Ma il cambiamento più profondo riguarda il mercato del lavoro: evolvono i ruoli, cambiano le competenze e le aziende sono chiamate a ripensare il proprio modello organizzativo.

La revisione delle supply chain non comporta soltanto una diversa localizzazione della produzione o l’introduzione di nuove tecnologie: modifica il modo in cui le aziende si organizzano, prendono decisioni e, soprattutto, ridefiniscono il contributo richiesto alle proprie persone.

Dall’Osservatorio Winsearch – società di ricerca e selezione middle e top management di Iziwork Italia – Gruppo Proman – rileviamo come, negli ultimi dodici mesi, le ricerche aperte nell’area Supply Chain & Logistics abbiano registrato una crescita del + 3%, confermando come le aziende continuino a investire nell’evoluzione delle proprie funzioni logistiche e di supply chain.

L’aumento della domanda, tuttavia, non coincide sempre con una maggiore disponibilità di professionisti in linea con le nuove esigenze del mercato. Negli ultimi anni il dibattito si è spesso concentrato sulla difficoltà di reperire candidati qualificati. Pur trattandosi di un tema concreto, questa interpretazione rischia di essere riduttiva. La vera criticità non risiede soltanto nella disponibilità di professionisti, ma nel progressivo disallineamento tra la velocità con cui evolvono le organizzazioni e quella con cui evolvono le competenze richieste per governarle.

Molte aziende continuano a ricercare figure professionali consolidate – Supply Chain Manager, Warehouse Manager, Demand Planner o Procurement Manager – ma il contenuto di questi ruoli è profondamente cambiato. Le job description, in molti casi, continuano a descrivere responsabilità costruite su modelli organizzativi sviluppati quando la priorità era prevalentemente quella di ottimizzare costi e tempi di consegna.

Oggi le imprese chiedono invece ai propri manager di affrontare problematiche molto più articolate: gestire il rischio della supply chain, integrare sistemi digitali, coordinare processi trasversali, utilizzare dati in tempo reale e accompagnare il cambiamento organizzativo.

L’automazione, l’intelligenza artificiale, l’analisi predittiva e la crescente integrazione tra funzioni aziendali stanno ridefinendo il concetto stesso di competenza. L’esperienza rimane un requisito imprescindibile, ma non è più sufficiente a garantire risultati in contesti nei quali la capacità di interpretare scenari complessi e prendere decisioni rapide diventa un elemento distintivo.

Questa trasformazione è particolarmente evidente osservando alcune delle figure professionali che oggi rappresentano il punto di riferimento per la gestione della Supply Chain. Pur mantenendo la propria identità, questi ruoli hanno ampliato significativamente responsabilità e competenze richieste.

Supply Chain Manager

È probabilmente la figura che più di ogni altra rappresenta questa evoluzione. Se fino a pochi anni fa il suo obiettivo principale era garantire la continuità degli approvvigionamenti e ottimizzare i flussi logistici, oggi è chiamato a: interpretare scenari geopolitici e valutare i rischi della supply chain; sviluppare strategie di sourcing alternative; utilizzare strumenti di demand planning e analisi predittiva; collaborare in modo trasversale con Produzione, Procurement, Finance e Sales; trasformare dati e informazioni in decisioni strategiche.

Warehouse Manager

L’introduzione di sistemi Wms evoluti, robotica collaborativa, Agv, Rfid, IoT e piattaforme di monitoraggio in tempo reale ha profondamente modificato il ruolo del responsabile di magazzino. Oggi il Warehouse Manager è chiamato a: ottimizzare processi e flussi operativi; monitorare le performance attraverso Kpi sempre più evoluti; integrare nuove tecnologie nei processi logistici; sviluppare competenze e performance dei team operativi; guidare il cambiamento con una leadership tecnica e manageriale.

Demand Planner

In un mercato caratterizzato da domanda volatile e continui cambiamenti nei comportamenti di acquisto, il Demand Planner è diventato una figura strategica. Oggi deve essere in grado di: integrare dati provenienti da vendite, marketing, produzione e approvvigionamenti; sviluppare scenari previsionali affidabili; supportare decisioni che incidono su disponibilità dei prodotti e livelli di stock; utilizzare strumenti di Business Intelligence e analisi avanzata; collaborare costantemente con le principali funzioni aziendali.

Procurement Manager

Il Procurement non è più valutato esclusivamente sulla capacità di ottenere il miglior prezzo. Oggi il Procurement Manager contribuisce direttamente alla resilienza della supply chain attraverso: diversificazione della supply base; valutazione dei rischi geopolitici; monitoraggio della solidità dei fornitori; integrazione dei criteri Esg nei processi di acquisto; costruzione di partnership strategiche di lungo periodo.

Logistics Project Manager

Tra le figure maggiormente cresciute negli ultimi anni si distingue il Logistics Project Manager, protagonista dei principali percorsi di trasformazione organizzativa. Le sue responsabilità comprendono: coordinamento di progetti complessi di trasformazione logistica;  implementazione di nuovi sistemi gestionali; automazione di magazzini e processi; realizzazione di nuovi poli logistici; gestione di tempi, costi, stakeholder e cambiamento organizzativo.

Pur trattandosi di professioni differenti, queste figure condividono un elemento comune: non vengono più valutate esclusivamente per le competenze tecniche maturate nel proprio ambito di specializzazione, ma per la capacità di creare connessioni tra dati, persone e processi. La logistica contemporanea richiede infatti una visione sempre più integrata, nella quale le decisioni prese da una funzione producono effetti immediati sull’intera organizzazione.

È proprio questa evoluzione a ridefinire il concetto stesso di competenza. La conoscenza dei processi logistici rimane il punto di partenza, ma oggi il mercato attribuisce un valore crescente a capacità che fino a pochi anni fa erano considerate complementari. La lettura e l’interpretazione dei dati, l’utilizzo di strumenti digitali come Erp, Wms, Tms e piattaforme di Business Intelligence, la familiarità con l’intelligenza artificiale applicata alla supply chain e la capacità di trasformare le informazioni in decisioni rappresentano competenze sempre più richieste in tutte le funzioni della logistica.

Accanto alle competenze digitali, stanno assumendo un’importanza crescente anche quelle manageriali. Guidare team multidisciplinari, accompagnare il cambiamento organizzativo, sviluppare una visione sistemica del business e collaborare con funzioni differenti sono elementi che distinguono i professionisti capaci di generare valore in contesti caratterizzati da elevata complessità. Il Future of Jobs Report del World Economic Forum evidenzia come, entro il 2030, circa il 39% delle competenze richieste ai lavoratori subirà una trasformazione significativa. Un dato che trova piena conferma osservando l’evoluzione della logistica: le professioni non stanno scomparendo, ma stanno assumendo responsabilità sempre più trasversali, richiedendo un equilibrio tra competenze tecniche, capacità analitiche e leadership.

Questa evoluzione impone una riflessione anche alle imprese. Molte organizzazioni continuano infatti a ricercare professionisti utilizzando modelli costruiti su esigenze che appartengono a un contesto ormai superato. Ripensare le job description, investire nell’aggiornamento delle competenze, valorizzare il potenziale delle risorse interne e favorire una maggiore integrazione tra HR, Operations e Supply Chain non rappresentano più attività accessorie, ma leve strategiche per sostenere la competitività aziendale. La trasformazione della logistica, in altre parole, non si esaurisce con l’introduzione di nuove tecnologie o con la ridefinizione delle reti produttive. Riguarda la capacità delle organizzazioni di costruire modelli in cui innovazione, processi e capitale umano evolvano con la stessa velocità.

Reshoring, nearshoring e intelligenza artificiale stanno ridisegnando la geografia della produzione mondiale. La competitività delle imprese, però, continuerà a dipendere soprattutto dalle persone chiamate a governare questa trasformazione. Le aziende che sapranno leggere in anticipo l’evoluzione delle competenze, investire nello sviluppo dei propri professionisti e ripensare il contenuto dei ruoli saranno quelle maggiormente in grado di costruire supply chain resilienti, sostenibili e capaci di affrontare le sfide del prossimo decennio.

È proprio in questo scenario che il ruolo della ricerca e selezione assume una valenza sempre più consulenziale. Non si tratta più soltanto di individuare professionisti con esperienza, ma di comprendere come stanno evolvendo le competenze richieste dal mercato e supportare le aziende nella costruzione di organizzazioni capaci di affrontare il cambiamento. È un’evoluzione che osserviamo quotidianamente confrontandoci con imprese e candidati.

“La logistica sta vivendo una trasformazione che va ben oltre l’innovazione tecnologica. Ogni giorno, confrontandoci con aziende e professionisti, osserviamo come le competenze richieste stiano evolvendo più rapidamente dei modelli organizzativi. Oggi le imprese cercano manager capaci di integrare competenze tecniche, digitali e manageriali, con una visione sempre più ampia del business. La vera sfida non è semplicemente trovare persone, ma individuare e sviluppare professionisti in grado di accompagnare la trasformazione delle organizzazioni. È su questo terreno che si giocherà la competitività delle supply chain nei prossimi anni.”

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