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La logistica su ferro di Arvedi: “Da costo a fonte di ricavi per il gruppo e opportunità per tutto il Cremonese”

Può la logistica di un grande gruppo trasformarsi da ‘palla al piede’ – ovvero da centro di costo, benché necessario per la gestione dei traffici aziendali – a opportunità di sviluppo e business? Una risposta a questa domanda è arrivata da un intervento che Paolo La Bruna, logistics manager del gruppo siderurgico Arvedi, ha tenuto […]

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20 Ottobre 2020
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La Bruna Paolo (Acciaieria Arvedi) orizzontale

Può la logistica di un grande gruppo trasformarsi da ‘palla al piede’ – ovvero da centro di costo, benché necessario per la gestione dei traffici aziendali – a opportunità di sviluppo e business?

Una risposta a questa domanda è arrivata da un intervento che Paolo La Bruna, logistics manager del gruppo siderurgico Arvedi, ha tenuto nel corso dell’ultima Naples Shipping Week all’interno di un convegno di Port & Shipping Tech.

La Bruna ha illustrato il caso del gruppo cremonese, un colosso attivo oltre che nella produzione di acciaio anche nelle necessità di movimentazione, dato che gestisce ogni anno tra traffici in e out circa 9 milioni di tonnellate di merce.

In particolare il ‘caso Arvedi’ è stato preso a esempio di come un servizio spesso ritenuto ‘ancillare’ possa diventare un business autonomo e una fonte di ricavi, attraverso l’allargamento a terzi della vendita degli stessi servizi logistici. Un passaggio, questo, che per il gruppo cremonese è stato però lo step finale di un percorso iniziato con la decisione di scorporare dalla casa madre le divisioni aziendali dedicate alla movimentazione dei carichi dell’acciaieria, trasformandole in società distinte.

“L’intuizione – ha ricordato La Bruna – è stata del nostro presidente, il cavalier Arvedi, che 25 anni fa ha creato la Sograf“. Il gruppo siderurgico, ricorda il manager, aveva necessità di tre tipi di servizi logistici: la manovra ferroviaria per portare i convogli dal porto canale di Cremona allo stabilimento tramite il raccordo ferroviario, i trasporti terrestri e le operazioni portuali, e per ognuno di questi, ha costituito società dedicate. Oltre a Sograf (acronimo per Società per la Gestione del Raccordo Ferroviario base del porto industriale di Cremona, controllata da Acciaieria Arvedi insieme ad ATA, Arvedi Tubi Acciaio), ha dunque creato anche ASTL (per i trasporti di terra) e Siderurgica Triestina, quest’ultima con una banchina in concessione in porto a Trieste da cui effettua imbarco e sbarco di materie prime e prodotto finiti.

In particolare la case history presentata alla Naples Shipping Week si è concentrata su Sograf, nata appunto 25 anni fa come piccola azienda dotata solo di 2 locomotori e 6 addetti.  La società, spiega La Bruna che oggi ne è l’amministratore delegato, era stata creata per gestire in proprio l’ingresso e l’uscita dei convogli all’interno all’acciaieria e fino al 2011 – anno in cui lo stesso manager ha fatto il suo ingresso in azienda – ha avuto una crescita contenuta.

L’idea che ha dato impulso al suo sviluppo è stata quella di “utilizzare containers da 20’ open top costruiti ad hoc, che potessero portare sia coil diretti ai porti, sia scrap verso l’acciaieria”. La loro introduzione “ha dato un forte impulso alla rotaia, ottimizzando andate e ritorni e permettendo ai contenitori di viaggiare sempre pieni”, rendendo quindi conveniente il trasporto via ferro. Dal lato dell’acciaieria, la nascita di una società dedicata ha garantito la flessibilità necessaria, soprattutto in termini di orari, e tariffe più vantaggiose. Nel corso degli anni Sograf ha poi stretto accordi con imprese ferroviarie per potere servire altre aziende del Cremonese e parallelamente ha ottenuto la licenza per il trasporto merci (nel novembre 2017) che l’ha resa un’impresa ferroviaria oltre a varie certificazioni tra cui quella dell’ANSF per le attività di manovra. Attività che hanno fatto sì che lo scalo ferroviario merci di Cavatigozzi, a cui è Arvedi è raccordata, secondo RFI si è rivelato nel 2017 la settima stazione in Italia per merci movimentate e per numero di treni.

In termini di traffici, spiega ancora l’a.d. di Sograf, queste iniziative hanno portato a una crescita del 300% dei volumi nell’arco di 10 anni (i carri gestiti sulla relazione Cavatigozzi – Porto Canale sono passati dai 17.811 del 2009 ai 52.249 del 2019), con il fatturato che è andato di pari passo, a fronte di bilanci “sempre in utile”.

Per dare un’idea delle dimensioni, nel 2018 Sograf ha avuto ricavi per circa 4 milioni di euro, con un risultato netto positivo per circa 39 mila euro. Nello stesso anno la società ha movimentato 56.539 carri, la stragrande maggioranza dei quali per conto di Acciaieria Arvedi (46.858) e una quota più contenuta per l’altro socio ATA (2.399).  Altre ‘fette’ significative sono state quelle per Lameri (4.005), Oleificio Zucchi (1.463) e Tamoil (589).

Il nuovo Polo Logistico Base di Cremona

Stanti però i limiti di spazio esistenti (il raccordo è quasi al punto di saturazione), la crescita sarebbe destinata ad assestarsi ora su un più modesto +1% all’anno, con una stima dunque per il 2025 di un traffico complessivo di circa 60.000 carri. L’ottica imprenditoriale che ormai caratterizza l’azienda, non più solo ‘captive’, ha spinto però alla ricerca di nuove possibilità di sviluppo, che si sono concretizzate nel raggiungimento di un accordo con la Provincia di Cremona per la nascita di un polo logistico raccordato (il Polo Logistico Base di Cremona) di complessivi 60mila metri quadrati, il cui terminal sarà gestito da Sograf, che ha ottenuto la relativa concessione. La prima parte, estesa su 30mila metri quadrati, “è stata completata, mentre la seconda partirà a breve”. L’estensione permetterà all’azienda raggiungere traffici pari alla movimentazione nel 2025 di 90mila carri.

“Noi abbiamo trovato un partner in un ente pubblico perché questo servizio offre la possibilità di raggiungere obiettivi come la riduzione del traffico stradale, l’aumento dell’indotto e l’attrazione di nuove attività” ha spiegato La Bruna. Il manager nella sua presentazione ha anche citato i nomi delle aziende che per vicinanza geografica potrebbero essere interessate al porto canale e alla logistica di Sograf: da Barilla ad Amazon, da Tenaris a Ikea, Zucchi, Cremonini e altri, fino più in generale alle varie realtà produttive delle province di Brescia, Bergamo, Cremona, Milano, Parma, Piacenza e Pavia.

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