Boustouller svela la ripartenza di Ceva Logistica Italia e chiede un contributo alla committenza

Un articolo di MF-MilanoFinanza spiega che, dopo l’uscita dall’amministrazione straordinaria avvenuta lo scorso febbraio, Ceva Logistics Italia è pronta ora a chiudere il 2020 con ricavi per circa 500 milioni di euro e con un ritorno all’utile dopo il rosso di circa 50 milioni con cui si erano chiusi i bilanci 2018 e 2019. La ripartenza del gruppo passa anche attraverso i nuovi accordi siglati (con Messaggerie Libri, Miele, Amazon, ecc.) che “sono frutto della centralità assunta dalla compliant, quindi di un nuovo modello di gestione orientato alla trasparenza e alla legalità, indispensabile per consentirci di lavorare sulla qualità e in grado di renderci più resilienti e profittevoli” ha affermato l’amministratore delegato Christophe Boustouller.

Oltre a ciò, la ricapitalizzazione da circa 120 milioni di euro ha fornito alla società nuove risorse da destinare a investimenti nel trasporto e nelle reti, consentendo così di ampliare l’offerta e puntare a una crescita profittevole. Crescita che non è escluso possa passare anche attraverso una strategia di M&A. “Fino a un anno fa non avremmo mai pensato di crescere per linee esterne, mentre adesso è una possibilità che abbiamo ben presente” ha aggiunto ancora l’a.d. di Ceva Logistics in Italia.

A proposito dell’evoluzione del business nel 2020 ha poi spiegato che “nei mesi di lockdown abbiamo rifornito tutte le attività, dalle consegne alimentari a quelle farmaceutiche ai beni di consumo, con oscillazioni positive anche del 10%”. Questo, prosegue il manager, ha mostrato anche la necessità di posizionarsi e sviluppare il cosiddetto ultimo miglio, rispondendo così a quella che è stata più in generale la crescita dell’e-commerce.

Crescita e ingresso in nuovi segmenti di offerta non sono però gli unici obiettivi del gruppo. La mission principale è creare basi solide sulle quali strutturare poi la strategia; basi che devono guardare proprio alla trasparenza e alla legalità, così da creare in Italia in particolare, un modello virtuoso di logistica che abbandoni definitivamente la grave pratica del caporalato. “L’amministrazione giudiziaria per noi è stata l’occasione per attivare processi di compliance che ci hanno portato a diventare un benchmark di mercato dimostrando che è davvero possibile migliorare l’intero sistema della logistica” ha specificato ancora Boustouller. Servono sforzi economici (la società ha investito oltre 10 milioni di euro per diventare compliant), ma anche e soprattutto progetti concreti. “Anche le piccole società possono diventare compliant, certamente non dall’oggi al domani ma con un piano ben definito”. Anche se, ha concluso il numero uno di Ceva Logistics Italia, “serve far comprendere ai clienti che ricoprono un ruolo chiave perché devono essere disposti a pagare qualcosa in più (tra il 3 e 5%, ndr) per avere un’azienda che operi sul mercato in maniera corretta, legale e trasparente”.

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