L’effetto Suez si sta abbattendo adesso sull’autotrasporto europeo

Oltre un milione di carichi attendono di essere urgentemente evasi dalla logistica europea. Lo evidenzia Timocom parlando di questo fenomeno – destinato ad aggravarsi nelle prossime settimane – come dell’effetto ‘farfalla’ di Suez, che si è reso pienamente visibile nel Vecchio Continente a distanza di diverse settimane dall’incidente occorso alla Ever Given nel canale.
In sostanza, secondo Gunnar Gburek, portavoce di Timocom, sull’Europa si sta ora riversando un’enorme quantità di merce che però trova a sua disposizione scarsa disponibilità di mezzi.

Più nel concreto, secondo il barometro di Timocom nel primo trimestre 2021 sono stati registrati oltre 10 milioni di inserimenti di carichi in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ovvero il 58% in più. Aumenti “esponenziali” sono in particolare quelli riscontrati in Germania, Polonia e Francia, anche per via della crescita delle spese in consumi che hanno in parte preso il posto di quelle in servizi.

Secondo la società ad aggiungere pressione sull’autotrasporto sono anche le carenze di risorse che si osservano nella navigazione interna e nel trasporto ferroviario. “Le code alle rampe di carico continuano a causare ritardi e, per i trasportatori, si traducono spesso in un aumento di viaggi a vuoto prima del trasporto successivo. La carenza sproporzionata di veicoli si sta ripercuotendo sull’intero comparto industriale e commerciale a livello quasi capillare”.

“A questo si aggiunge il fatto che il numero di veicoli disponibili per il cosiddetto post-trasporto marittimo era già limitato ben prima dell’incidente della portacontainer Ever Given” ha aggiunto Gburek, che poi ha evidenziato l’utilità delle borse carichi nel far fronte a situazioni critiche come queste.

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