Trasporto container: dopo 16 anni nuovo accordo tra vettori e committenza

A distanza di 16 anni dal precedente, le sigle dell’autotrasporto hanno raggiunto un nuovo accordo con i rappresentanti della committenza sul tema del trasporto container.
I punti principali dell’intesa – si legge in una nota di Cna Fita – riguardano la necessità di chiedere al Mims di intervenire sulle AdSP e sugli operatori interessati (ovvero i terminal container) per “disciplinare la tracciabilità e la registrazione dei cicli operativi”, in modo da superare le criticità organizzative che si trasformano nelle attese dei camion nei bacini portuali. Per queste, sarà necessario “definire accordi di programma per stabilire un regime di indennizzi”.

L’intesa, spiega Cna Fita, risolve inoltre le criticità sul ritiro dei contenitori vuoti poiché precisa che la responsabilità sul loro stato è del terminal o deposito che li consegna. “Inoltre, è stata eliminata la differenza tra container da 20′ e 40′ quando il peso del contenitore da 20′ dichiarato dal committente è superiore a 12.000 kg. compresa la tara. Viene prevista una clausola di salvaguardia sul gasolio a cadenza bimestrale; la tariffa di trasporto sarà modificata nel caso in cui il costo del gasolio abbia una oscillazione superiore al 2% (rincaro o ribasso) sulla base di una percentuale indicativa puramente di riferimento qual è la quota di incidenza pari al 30%. È stato infine aggiornato il distanziere kilometrico che era fermo al 2010” si legge ancora nella nota.

La nuova intesa, che entrerà in vigore dal 1 luglio, secondo Cna Fita darà avvio a “una nuova fase di relazioni industriali utile a superare le spesso sterili contrapposizioni tra vettori e committenza”.

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