Brexit sei mesi dopo: tra le aziende ‘del ciclismo’ solo una ha riattivato le vendite on line verso il Regno Unito

A oltre sei mesi dal deal sulla Brexit, alcune aziende (anche ‘italiane’) che lo scorso gennaio avevano deciso di sospendere le loro esportazioni verso il Regno Unito hanno nel frattempo riconsiderato le loro posizioni.
Tra le realtà del settore del ciclismo di cui avevamo parlato su SUPPLY CHAIN ITALY solo una però ha deciso di riattivare le vendite on line per i cittadini britannici e lo ha fatto ponendo come prevedibile delle condizioni molto più stringenti.
Parliamo di Brooks England, azienda che produce sellini per bici in pelle di base nelle West Midlands ma dallo scorso anno parte della vicentina Selle Royal. La società nei primi giorni successivi alla Brexit si era ritrovata in una situazione paradossale perché nonostante la sua nazionalità aveva ‘dovuto’ sospendere le sue vendite e-commerce verso il Regno Unito poiché le relative spedizioni erano gestite da un magazzino situato in Italia. Nei giorni scorsi Brooks England ha annunciato di avere ‘riaperto’ le vendite on line ai cittadini britannici, che continueranno a essere ‘smaltite’ dall’Italia, ponendo però appunto alcune condizioni ben precise. La società ha chiarito innanzitutto che le spedizioni avverranno sulla base della clausola Dap (Delivered At Place, ovvero Reso al Luogo di Destinazione) degli Incoterms 2020. Oltre poi a mettere in guardia rispetto al fatto che il prezzo pagato non includerà naturalmente né costi doganali né Iva (Vat), che la responsabilità di verificare la presenza di eventuali restrizioni o regole specifiche all’import di certi beni resterà a carico dell’acquirente, nonché rispetto a eventuali ritardi, Brooks England ha evidenziato inoltre di avere fissato inoltre in 135 sterline (circa 150 euro) il valore di un ordine minimo diretto in Uk. Invariato invece il caso della casa madre: gli ordini dallo store on line della stessa Selle Royal restano infatti “temporaneamente sospesi” per la clientela britannica.
E immutati per il momento restano anche le posizioni di Campagnolo e di Dutch Bike Bits.
La prima, azienda pure vicentina tra i principali produttori di componenti per bici da corsa, continua a mantenere sospese le vendite e-commerce nel paese per le incertezze legate alla Brexit, mentre sul sito web della società olandese permane l’amaro messaggio pubblicato a seguito del deal, che si conclude con questa considerazione: “Abbiamo molti clienti nel Regno Unito e vorremmo poter commerciare con loro. Non poter inviare pacchi nel Regno Unito non funziona in alcun modo a nostro favore e non è quello che volevamo. Siamo costretti dalla politica britannica a smettere di trattare con i clienti britannici. Se sei arrabbiato per questo – e potresti esserlo – contatta il tuo rappresentante eletto nel Regno Unito”.

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