Cosa chiede oggi il settore moda alla sua logistica: lo studio di Intralogistica Italia e World Capital

Possibilità di gestire volumi più consistenti, avere spedizioni più rapide e spazi più flessibili. Sono questi gli obiettivi a cui mira chi si ritrova a gestire siti logistici dedicati al fashion. A dirlo è una indagine sottoposta a 1.200 imprese del settore da Intralogistica Italia in collaborazione con World Capital e presentata ieri durante una tavola rotonda virtuale dal titolo “L’innovazione tecnologica nella logistica di magazzino del settore fashion”.
Dalla ricerca emerge come le tecnologie più diffuse all’interno dei magazzini del settore fashion siano innanzitutto i carrelli a guida autonoma (per l’88,3% degli intervistati) e al secondo i sistemi di sensoristica tra carrelli e scaffali (66,7%). Per quel chi riguarda in particolare l’utilizzo dei sorter, gli operatori hanno citato come vantaggio principale la riduzione della possibilità di errore (83,3%), mentre la velocizzazione delle operazioni (66,7%) e la riduzione dei costi operativi (50%) si collocano in seconda e terza posizione

Relativamente all’impiego dell’intelligenza artificiale e dei software gestionali il campione intervistato ha citato soprattutto (83,3%) la riduzione del tempo di attesa e di giacenza delle merci e per il 66,7% una migliore pianificazione delle strategie di crescita per mezzo dell’analisi dei dati. Meno peso è stato dato alla possibilità di pianificazione delle scorte e all’attività di organizzazione delle risorse economiche e umane da destinare alla consegna delle merci.

Ampia parte dell’analisi è stata dedicata all’e-commerce. Gli operatori percepiscono come elementi di maggiore complessità legati alla gestione di prodotti acquistati on line la ricezione di una mole di ordini elevata in poco tempo (50%) e subito dopo la gestione dei resi (33,3%), mentre la gestione delle risorse umane e delle attività giornaliere non pare complicata.

Le maggiori problematiche riscontrate in seguito al boom del commercio elettronico riguardano l’operatività dei corrieri, seguita da una mancanza di automazione nelle fasi chiave (33,3%), mentre nessuno degli intervistati ha evidenziato problematiche relative a una scarsa efficienza del magazzino legata a sistemi di gestione obsoleti.

“Il settore logistico del fashion retail è un comparto ad elevata domanda tecnologica in cui i principali player sono disposti ad investire nel breve-medio termine” ha dichiarato Roberto Martinelli, responsabile dell’area Logistics & Industrial di World Capital. “Oggi gli operatori logistici sono sempre più alla ricerca dell’ottimizzazione del tempo, delle risorse economiche e di quelle umane. Con la crescita dell’e-commerce la logistica incorpora sempre più il retail, offrendo un’esperienza di acquisto di qualità e di valore, proprio come avviene in boutique”. Tra i relatori intervenuti, Andrea Sassaroli Business Development Director dell’area Contract Logistics di Geodis Italia ha parlato in particolare delle esigenze dell’e-commerce: “Soddisfare i picchi di domanda, garantire tracciabilità, tempi rapidi di attraversamento magazzini e accuratezza della preparazione degli ordini”. Il manager ha anche evidenziato come in questo senso soluzioni di IoT (Internet of Things) come gli Rfid siano meno invasive, comportino investimenti anche più contenuti ma siano in grado di garantire riscontri positivi già nel breve periodo.

Samuele Baccanelli, Area Manager Centro Sud Italia di Rite-Hite, ha richiamato l’attenzione sul fatto che maggiore velocità comporti maggiori rischi e quindi debba accompagnarsi a maggiori investimenti in dispositivi di sicurezza. “Oltre al vantaggio umano ed etico che deriva dal mettere i lavoratori in condizioni di sicurezza, oggi sicurezza significa anche più produttività. Significa infatti rimuovere possibili intoppi, rallentamenti e incertezze che portano pericoli o fermi lavorativi”.

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