Magnani (Marazzi Group) spiega perché l’azienda punterà di più sul trasporto ferroviario da Sassuolo

La produzione del distretto delle ceramiche di Sassuolo e l’arrivo delle materie prime viaggeranno sempre più su ferrovia nel prossimo futuro.

Il perché lo ha spiegato Davide Magnani, Transportation manager per Marrazzi Group in questa video intervista che anticipa alcuni dei contenuti di cui si discuterà al convegno intitolato “Alleanza regionale per il trasporto ferroviario delle merci” promosso da Emilia Romagna Intermodal Cluster e in programma a Bologna il prossimo 7 luglio.

Marazzi Group è un’azienda produttrice di piastrelle ceramiche, è stata fondata nel 1935 a Sassuolo ed è presente in oltre 140 paesi del mondo. Oggi fa parte del gruppo statunitense Mohawk Industries.

“Il trasporto ferroviario nel corso degli anni ha acquisito sempre maggiore importanza per Marazzi, soprattutto in relazione ai flussi inbound di materie prime sfuse. Questo è vero sia per quanto riguarda gli approvvigionamenti provenienti dal porto di Ravenna, molto consistenti in quantità, che per quanto riguarda i flussi di materie prime provenienti da altri paesi europei” sono state le parole di Davide Magnani.

Per quanto riguarda il futuro certamente l’azienda ha “l’idea di incrementare la quota di spedizioni via ferrovia e tramite intermodalità verso i propri clienti”, soprattutto per i flussi in outbound di prodotto finito. “Questo progetto riguarderà sicuramente le tratte a medio e lungo raggio. C’è un ampio margine di crescita poiché partiamo da una situazione, per ciò che riguarda il comprensorio ceramico, nel quale le spedizioni stradali sono sempre state preponderanti e connotate da una resa franco fabbrica” aggiunge il direttore dei trasporti di Marazzi Group.

Magnani infine ha precisato che “la scelta di avvalersi di spedizioni ferroviarie consente intanto una diversificazione del rischio, quindi di avere delle alternative rispetto ai trasporti stradali che sono spesso soggetti a frequenti problemi di disponibilità di mezzi e di autisti. Dall’altro lato i trasporti ferroviari abbiamo notato essere più stabili in termini di costi nel medio-breve termine e non subiscono marcate oscillazioni in termini di offerta, quindi permettono di pianificare meglio le nostre risorse”. Ma non solo: “Un altro vantaggio l’abbiamo riscontrato nei 12 mesi passati dove i frequenti blocchi alle frontiere e le quarantene obbligatorie per gli autisti dei camion hanno creato forti tensioni in alcuni mercati e le spedizioni ferroviarie ci hanno consentito di mantenere il servizio con i clienti che diversamente avremmo avuto difficoltà a mantenere”.

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