Automotive: i numeri dell’import-export di auto e veicoli commerciali in Italia nel 2021

Nel primo quadrimestre del 2021, risulta in crescita l’import in Italia, in valore, di autoveicoli nuovi (+28,7% rispetto a gennaio/aprile 2020), grazie all’aumento dell’import di nuove autovetture (+24,8%), mentre per i veicoli industriali l’aumento è maggiore (+58%). L’export in valore risulta in crescita del 57,2%, grazie all’aumento del valore delle autovetture esportate (+51,8%) e dei veicoli industriali (+74,9%). Il saldo è negativo di 4,07 miliardi di euro per le autovetture e positivo per 141 milioni per i veicoli industriali.

Lo rileva Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica) spiegando che le forti crescite di import ed export sono da registrare nel mese di aprile 2021, che si confronta con un aprile 2020 segnato dalle forti restrizioni del primo lockdown. Infatti, nel quarto mese del 2021, l’import di autoveicoli nuovi è cresciuto del 468% e l’export è aumentato del 1.008%.

Mentre l’import di autoveicoli ha origine quasi totalmente da paesi europei (il 93,3% del valore totale importato), l’export con destinazione Europa rappresenta, nel primo quadrimestre 2021, il 66,9% del totale, con Stati Uniti, Cina e Giappone come primi tre mercati extraeuropei.

Sempre tra gennaio ed aprile 2021, sono in crescita import ed export del comparto della componentistica: l’import per un valore del 30,5% superiore a quello dello stesso periodo del 2020 e l’export per un valore superiore del 36,7%, con un saldo positivo di 2 miliardi di euro (era 1,27 miliardi a gennaio/aprile 2020). L’Europa rappresenta il 76,5% del valore
dell’import ed il 77,5% del valore dell’export. Al di fuori del continente europeo, la prima macroarea di origine è l’Asia, da cui l’Italia importa il 14,8% del valore di parti e componenti, mentre la prima macroarea di destinazione dell’export è il Nord America, che vale il 10,3% del totale.

Autoveicoli nuovi e componenti, insieme, generano importazioni che valgono il 9,5% del totale dell’import dell’industria (9,7% al netto dell’energia) ed il 9,3% dell’export (10,3% al netto dell’energia).

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