Hupac pronta ad allearsi con Interporto Bologna e porto di Ravenna per avviare nuovi treni

L’operatore intermodale svizzero Hupac ha in programma di incrementare i treni container dai porti liguri (Genova in particolare) e aprire una nuova direttrice di traffico lungo la dorsale Adriatica per il trasporto via treno di mezzi gommati sfruttando l’interporto di Bologna e il porto di Ravenna. Un progetto complementare, se non sinergico, rispetto a quello di cui recentemente aveva parlato anche Eugenio Grimaldi, manager dell’omonimo gruppo armatoriale partenopeo, esprimendo il proprio interesse a investire sullo scalo portuale romagnolo e sull’interporto felsineo per incrementare i rotabili trasportati fra Est Mediterraneo e Centro Europa attraverso l’Italia.

Intervenendo a un convegno organizzato nei giorni scorsi da Confetra Emilia Romagna, l’ex amministratore delegato e oggi consigliere d’amministrazione di Hupac, Bernhard Kunz, ha parlato in questi termini dei piani futuri della società in Italia: “Abbiamo già avviato un’importante alleanza con Psa e con Logtainer” per il trasporto di container da e per il porto di Genova, ma “abbiamo interesse a puntare anche sull’interporto di Bologna e sul porto di Ravenna per fare crescere il traffico intermodale”.

Proseguendo nel suo discorso il vertice di Hupac ha specificato che “lo scalo di Ravenna ha una posizione ideale per sviluppare maggiormente il trasporto di bilici tra il Mediterraneo Orientale (soprattutto Grecia) e Centro Europa con l’interporto di Bologna che ha la possibilità di essere un terminal gateway molto importante. Fino ad oggi quasi tutto il traffico passa dal porto di Trieste ma noi vogliamo e stiamo pensando di lanciare nuovi servizi di trasporto ferroviario intermodale attraverso Bologna che in prospettiva potrebbe consentirci di catturare anche traffico con origine/destinazione il Sud Italia”.

L’idea dunque è quella di puntare su una nuova via di transito per il trasporto di semirimorchi e carichi rotabili sfruttando gli scali dell’Emilia Romagna, regione nella quale Hupac già opera e dove nel 2023 aprirà un nuovo inland terminal a Piacenza. “In futuro i porti che non saranno collegati direttamente alla ferrovia e non avranno collegamenti intermodali efficienti perderanno la possibilità di sfruttare al massimo le proprie potenzialità di crescita” ha sottolineato ancora Kunz. Che a proposito anche dei carichi containerizzati ha detto: “In futuro non li faremo più passare dal Nord Europa ma li scarichiamo nei porti italiani e li rilanciamo verso Svizzera e Germania. Hupac crede tantissimo negli scali marittimi per far passare l’Italia dal 19° ai primi 10 posti della classifica Logistics Performance Index”.

A questo proposito, per ciò che riguarda il Nord-Ovest d’Italia, secondo quanto appreso da SUPPLY CHAIN ITALY l’operatore intermodale svizzero starebbe valutando e discutendo l’opportunità di aprire il capitale azionario del suo moderno terminal intermodale di Basilea al colosso terminalistico Psa che da un paio d’anni opera treni container fra le banchine del porto di Genova Prà e la stessa città svizzera (il capolinea attuale è però presso un altro terminal). Se effettivamente il matrimonio dovesse prendere forma si replicherebbe un progetto simile a quello avviato sempre da Hupac insieme alla compagnia di navigazione cinese Cosco nel 2019 per realizzare e gestire congiuntamente un inland terminal a Duisburg al servizio in quel caso dei porti nordeuropei.

Nicola Capuzzo

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