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Gosso e Giaconia (Mercitalia): “Ecco cosa serve per rilanciare il trasporto ferroviario merci in Italia”

In Italia “al momento il trasporto ferroviario merci utilizza circa 500 locomotori elettrici, 200 locomotori da manovra, 20mila carri e 2.800 tra macchinisti e personale di bordo. È importante che nei prossimi otto anni gli operatori ferroviari in Italia mettano in servizio circa mille locomotori, 300 locomotori di manovra e 40mila nuovi carri in aggiunta […]

di
14 Ottobre 2021
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Mercitalia Rail

In Italia “al momento il trasporto ferroviario merci utilizza circa 500 locomotori elettrici, 200 locomotori da manovra, 20mila carri e 2.800 tra macchinisti e personale di bordo. È importante che nei prossimi otto anni gli operatori ferroviari in Italia mettano in servizio circa mille locomotori, 300 locomotori di manovra e 40mila nuovi carri in aggiunta ai rotabili che nel frattempo saranno rottamati. Sarà inoltre necessario che le imprese formino e inseriscano circa 5.600 nuovi macchinisti, oltre che sostituire quelli che in questo periodo di tempo saranno andati in pensione o si sposteranno in altri settori”. Sono questi i numeri e i trend presentati da Marco Gosso, amministratore delegato di Mercitalia Logistics in occasione di Mercintreno, il convegno dedicato al cargo ferroviario italiano.

“Oggi le merci che viaggiano su rotaia sono circa il 10%, con una domanda in crescita forte anche di un aumento della produzione industriale e dei consumi” ha evidenziato Gosso nel corso del suo intervento, precisando che “in questo contesto l’accrescimento dell’offerta infrastrutturale non è tutto”. Secondo il vertice di Mercitalia sarà infatti prioritario disporre in futuro di fattori di produzione che siano in quantità sufficiente e abbiano altresì caratteristiche tecniche adeguate a soddisfare la domanda, offrendo nel contempo servizi attraenti e competitivi rispetto alle alternative di trasporto.

La nuova mobilità attesa con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e che passerà anche per il trasporto ferroviario merci è stato il tema dominante al forum “Mercintreno”, evento atteso e partecipato da tutti i maggiori stakeholder del comparto. Al centro dei lavori, oltre agli effetti del Pnrr, i prossimi obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030, insieme all’approfondimento di alcuni temi che hanno animato il dibattito sul settore: dalla carenza dei macchinisti alle criticità presenti per le connessioni di ultimo miglio ferroviario, in un momento storico in cui anche i committenti di trasporto merci sono alla ricerca di soluzioni che minimizzino l’impatto dei trasporti sull’ambiente e dove le infrastrutture ferroviarie e la logistica assumeranno sempre più ruoli da protagoniste.

Come riportato da Fs News era presente a Mercintreno anche l’amministratrice delegata di Rete Ferroviaria Italiana, Vera Fiorani, che sul piano infrastrutturale ha spiegato come in questo momento la società stia lavorando su attività di miglioramento della connessione ferroviaria su 13 porti e 10 interporti, con un pacchetto di attività molto rilevanti. “Nel 2024 l’infrastruttura ferroviaria sarà molto più disponibile da questo punto di vista, mentre nell’ultimo anno c’è stata una grande esplosione di traffico merci sulla linea adriatica” ha ricordato l’a.d. di Rfi.

Per Maria Giaconia, amministratore delegato di Mercitalia Rail, gli sforzi che si stanno portando avanti sulle infrastrutture, grazie anche allo stanziamento di cifre importanti, fanno registare parziali benefici indiretti verso il settore delle merci, dell’intermodalità e della logistica. “Le aspettative delle imprese ferroviarie vanno nella direzione di un auspicabile aumento della quota parte riservata al rinnovo materiale rotabile. Per rilanciare il settore, raggiungere l’obiettivo dello shift modale e rispettare gli inderogabili e sempre più stringenti requisiti energetici e ambientali, sono necessari pesanti investimenti sul rinnovo e la modernizzazione della flotta, l’ultimo miglio dei collegamenti ai terminal – i quali rappresentano i colli di bottiglia della catena logistica – e sulla digitalizzazione di tutti i suoi anelli”.

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