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Trasporti

Scende anche nel 2025 (68,6%) la quota di traffici ferroviari sulle Alpi svizzere

In netta flessione anche la quota complessiva di merci gestite lungo l’asse, passata a 34,6 milioni di tonnellate tra strada e ferrovia (-5,3%)

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
13 Marzo 2026
Stampa
Treno Hupac casse mobili

I numerosi cantieri, ma in generale la scarsa affidabilità del trasporto ferroviario, hanno fatto proseguire anche nel 2025 la tendenza al contro-shift modale sulle Alpi svizzere.
In un contesto economico debole – si legge nell’ultimo report dell’Uft, l’Ufficio federale dei trasporti della Confederazione elvetica – lo scorso anno sono complessivamente calate le merci movimentate lungo questo asse, per un totale di 34,6 milioni di tonnellate (tra strada e ferrovia), ovvero il 5,3% in meno rispetto al 2024.

Del totale, si è mosso via treno il 68,6%, una quota inferiore al 70,3% di fine 2024 (nonché al 73,9% di fine 2022) e che evidenzia il quarto calo consecutivo per questa modalità di trasporto.
Nel dettaglio, svela il report, i traffici gestiti via gomma sono rimasti simili (959.700 transiti di veicoli pesanti nel 2025, contro i 959.900 dell’anno precedente) e lo stesso si può dire per i carichi medi, mentre i volumi sono ammontati a 10,9 milioni di tonnellate.

Se rapportato all’anno 2000, quando i transiti erano stati 1.404.000, il risultato può considerarsi positivo, dato che evidenzia un calo del 31,6% dei transiti (- 444.300). Tuttavia, evidenzia lo stesso report, l’obiettivo politico di 650.000 transiti annui fissato dalla legislazione svizzera è stato mancato, dato che il livello del 2025 lo ha superato di circa 310.000.

Di contro, in netta flessione sono risultati i traffici gestiti via treno. In volume, su ferro sono ‘passate’ 23,7 milioni di tonnellate di merce, il 7,5% in meno rispetto al 2024, per un ammanco di circa 1,9 milioni di tonnellate.
Il calo ha riguardato soprattutto l’asse Lötschberg‑Sempione (-33%), principalmente a causa dei lavori di risanamento della galleria del Sempione previsti tra il 2025 e il 2028, mentre sono lievemente cresciuti quelli sull’asse del Gottardo (+3,6%). Nota positiva, dopo una pesante flessione nella prima metà dell’anno (-15,8%), il secondo è stato chiuso con un segno più (+2,8%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Scomponendo i traffici per tipologia, il report rileva inoltre che quello combinato non accompagnato, che ha contato per 908.000 spedizioni, è calato nel 2025 del 4,7%, mentre quello a carri completi ha vissuto una diminuzione del 12,7%. La flessione maggiore è stata però naturalmente quella dell’autostrada viaggiante (la ‘Rola’), il cui servizio è terminato a dicembre e che ha visto un calo del 23,5% dei volumi.

Un dato interessante proposto dal report riguarda infine le quote di mercato degli operatori: Sbb Cargo ha prevedibilmente il predominio (18% più il 38,6% della divisione International), seguita da Bls Cargo con il 27,9%. Al terzo posto compare la tedesca Db Cargo con il 5%, seguita da Tx Logistik con il 4,0% e da Medway con il 2,5%.

Commentando i dati, e in particolare la perdita di competitività della ferrovia, Uft ha rilevato che il calo dei traffici su ferro può essere attribuito a diverse cause, tra cui la presenza di cantieri ma anche più in generale problemi di affidabilità. Secondo il report, nel secondo semestre 2025 solo il 47,2% dei treni del traffico combinato è arrivato puntuale e tra quelli che non lo sono stati, il 32,6% ha avuto ritardi superiori a 3 ore.

F.M.

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