Sei richieste al Governo e molte critiche da Conftrasporto al pacchetto FIT for 55

Sei sono le richieste che Paolo Uggè, presidente di Conftrasporto-Confcommercio, ha rivolto all’esecutivo in occasione dell’ultimo Forum Internazionale dei trasporti al quale hanno preso parte anche ministro e viceministra delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, rispettivamente Enrico Giovannini e Teresa Bellanova.

Queste sono le richieste rivolte al mondo politico e al Governo:

  • Promuovere con determinazione l’intermodalità – soluzione già pronta per l’efficienza energetica e la sostenibilità dei trasporti e della logistica – potenziando i nodi logistici (porti, interporti, terminal, raccordi ferroviari privati) e rendendo strutturali gli incentivi al trasporto combinato marittimo e ferroviario e lo “sconto traccia” per l’accesso alla rete;
  • Rivedere alcune proposte del pacchetto FIT for 55, in funzione di previsioni più realistiche delle effettive capacità di riconversione della filiera (disponibilità di tecnologie rinnovabili e delle relative infrastrutture di rifornimento);
  • Adeguare la disciplina del Registro Internazionale Italiano delle navi alle indicazioni europee, estendendone i benefici per il lavoro marittimo alle navi battenti bandiera europea o del sistema economico europeo per rilanciare l’occupazione e la competitività del comparto;
  • Varare un piano pluriennale per il rinnovo sostenibile del parco circolante (auto, veicoli commerciali, veicoli industriali, autobus) e delle flotte navali, a cominciare da quelle a servizio delle comunità insulari e delle autostrade del mare, secondo criteri di neutralità tecnologica;
  • Contrastare la criticità della carenza di autisti e macchinisti sostenendone economicamente i percorsi formativi e riducendo il cuneo fiscale, che ne penalizza l’occupazione;
  • Chiarire gli ambiti di competenza delle diverse Autorità pubbliche nei porti (Ministero, Autorità di Regolazione dei Trasporti e Autorità di Sistema Portuale) e promuovere condizioni più omogenee sul fronte delle concessioni.

Le richieste presentate da Uggè arrivano a valle di un ampio ragionamento secondo il quale “alcune recenti iniziative per la tutela dell’ambiente e del clima, europee e nazionali, non hanno il necessario approccio olistico allo sviluppo sostenibile. Penso in particolare – ha aggiunto il presidente della confederazione – al pacchetto di proposte europee Fit for 55 o al superamento, non adeguatamente ponderato, dei sussidi ambientalmente dannosi (Sad). Capiamoci, nessuno si diverte a far danno all’ambiente, i camion e le navi non si muovono per far crescere il particolato o gli ossidi di zolfo, il punto è, che senza di loro l’economia si ferma”.

Da qui un richiamo a una “ponderata individuazione delle priorità politiche da perseguire” perché “le alternative pienamente sostenibili al diesel e al bunker ancora non sono mature” rispettivamente per il trasporto stradale e per quello marittimo.

Nel trasporto su strada “attualmente, mentre si stanno affacciando sul mercato le prime soluzioni full electric per la distribuzione in ambito urbano, al di fuori di quest’ultimo la tecnologia continua a registrare limiti sul fronte dell’autonomia (inferiore a 300 km) e dei tempi di ricarica (almeno 4/5 ore nei punti di ricarica veloce)”. Secondo Uggè “per i traffici internazionali di lunga distanza, al fianco della certezza del diesel, ci sono l’utilizzo dei biocarburanti e il Gnl. In prospettiva, ma solo nel prossimo futuro, la tecnologia dell’idrogeno potrà offrire un’altra alternativa”.

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