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Per i trasporto via mare di prodotti deperibili noli in aumento per tutto il 2022

I noli per il trasporto via mare di container refrigerati continueranno a crescere nel 2022, trainati in particolare da aumenti che si riscontreranno sulle rotte nord-sud. A dirlo è Drewry, che nel suo ultimo Reefer Shipping Forecaster, elaborato tenendo in considerazione 15 rotte internazionali in cui è alta la presenza di questo tipo di traffici, […]

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9 Dicembre 2021
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I noli per il trasporto via mare di container refrigerati continueranno a crescere nel 2022, trainati in particolare da aumenti che si riscontreranno sulle rotte nord-sud. A dirlo è Drewry, che nel suo ultimo Reefer Shipping Forecaster, elaborato tenendo in considerazione 15 rotte internazionali in cui è alta la presenza di questo tipo di traffici, ha spiegato di non ritenere più che i colli di bottiglia delle catene logistiche globali potranno risolversi entro la seconda metà del 2022 ma anzi di credere che la pressione durerà fino al 2023.
Nel report la società di analisi ha anche detto di avere osservato finora un aumento delle rate di nolo per il trasporto via mare di container refrigerati pari al 48% dall’inizio dell’anno e di attendersi che entro la fine del 2021 l’incremento raggiungerà il 55% (con tariffe medie che quindi saliranno da circa 3.400 a oltre 4.500 dollari).

L’incremento non è stato però uniforme in tutti i traffici e, anzi, ha evidenziato l’analista Philip Gray, è stato “particolarmente forte sulle principali rotte est-ovest”, e meno sugli scambi nord-sud, in particolare sulle rotte di esportazione dall’America centrale e dall’Africa meridionale. L’incremento atteso per il 2022 riguarderà pertanto queste ultime, solitamente interessate da contratti di trasporto di lungo periodo che sono proprio ora in via di rinnovo.
Il fenomeno, secondo gli analisti, avrà un impatto significativo su merci dal valore scarso come banane, cipolle, limoni o verdure congelate, segmenti che negli anni passati hanno approfittato delle tariffe convenienti del trasporto via mare per allargare le proprie esportazioni e che ora dovranno scaricare su rivenditori e consumatori finali questi extra-costi in modo da mantenere redditizia l’attività anche nel medio-lungo termine.

Finora l’incremento delle tariffe per il trasporto marittimo di reefer è stato legato alla carenza di capacità, poiché i caricatori di merci deperibili si sono trovati a competere con quelli di carichi secchi per accaparrarsi gli scarsi slot disponibili sulle portacontainer. Un’altra fonte di difficoltà sono state le continue interruzioni nelle catene di approvvigionamento, che hanno portato a gravi carenze di equipment su traffici già geograficamente squilibrati quali appunto quelli di prodotti deperibili.
Pur ritenendo che queste situazioni “si correggeranno automaticamente quando il commercio mondiale si normalizzerà a partire dalla metà del 2022” Drewry è convinta che in particolare la disponibilità di equiment reefer rimarrà “un problema per alcuni traffici durante le loro stagioni di punta” e questo nonostante una produzione record di nuovi container, che nel 2021 ha raggiunto il suo massimo, con 170mila unità da 40 piedi realizzate.

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