Bifocale e verso una maggiore intermodalità: la logistica di Procter &; Gamble in Italia

La supply chain di Procter & Gamble in Italia è stata al centro di una intervista condotta da Mark Up a Pietro D’Arpa, manager che nella multinazionale ricopre il ruolo di Vice President supply chain per l’Europa.

Alla testata D’Arpa ha innanzitutto descritto l’attuale organizzazione logistica della società, che nella Penisola produce detersivi liquidi per il bucato (per marchi come Dash, Mastrolindo e Viakal) e prodotti per la casa, rispettivamente nei due stabilimenti di Santa Palomba (Pomezia, Roma) e Gattatico (Reggio Emilia), destinati al mercato nazionale e a quello dei paesi vicini. Gli altri prodotti della galassia P&G diffusi in Italia vi arrivano invece per importazione. La distribuzione tra i confini nazionali è curata da due centri situati a Santa Palomba e Agnadello, in provincia di Cremona.

Dato l’obiettivo del gruppo di azzerare le emissioni nette di gas serra entro il 2040, Procter & Gamble – ha spiegato D’Arpa – sta puntando molto in Italia sull’intermodalità e sulla ricerca di fornitori di servizi di trasporto ‘responsabili’. In particolare per i tragitti ‘interni’, ovvero tra i magazzini, l’azienda ha iniziato a testare il trasporto ferroviario e intende “assolutamente aumentare la quota su ferrovia”.

Un’altra strategia per abbassare la propria impronta è quella di unirsi ad altri attori della filiera per cercare economie di scala su vari fronti: “riduzione degli sprechi, ottimizzazione dei nostri imballaggi packaging, transizione verso il trasporto multimodale e ridisegno della filiera distributiva -in partnership con i nostri clienti- per ridurre le “empty miles” e muoversi su mezzi di trasporto più sostenibili”.

L’altro argomento trattato da D’Arpa è stato infine quello relativo allo sviluppo dei canali e-commerce. P&G, ha confermato D’Arpa, sta ridisegnando il network sulla base di diversi modelli. In particolare in Italia e in Francia quello adottato al momento prevede la gestione di spedizioni dirette dai centri di distribuzione dell’azienda di ordini conclusi su piattaforme terze.

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