Magazzini green: per Vimar il fotovoltaico non basta più

Milano – Efficienza energetica e magazzini logistici: il rapporto tra i due è sotto analisi da tempo, ma quest’anno ha ricevuto ancora più attenzione a seguito della crisi che si è creata a seguito della guerra in Ucraina. Alla ribalta, anche del convegno Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano, sono perciò saliti studi (il progetto Gila, di cui è partner lo stesso PoliMi, volto ad analizzare i magazzini italiani, tedeschi e latino-americani con l’obiettivo di pervenire al primo benchmark internazionale per l’efficientamento degli hub) e soluzioni tecnologiche dedicati a questo tema (tra questi, gli impianti per l’ottimizzazione del voltaggio).

Un esempio di approccio multidimensionale al tema dell’efficientamento energetico, preso a modello durante la giornata di presentazione, è stato il nuovo magazzino realizzato da Vimar – azienda che produce materiale elettrotecnico ed elettronico – a Marostica, nel Vicentino. Progetto che – come ammesso dallo stesso direttore produzione e logistica della società, Lodovico Catelan durante l’evento – ha potuto essere disegnato con un significativo grado di libertà perché sviluppatosi su un ‘campo verde’, in un’area di proprietà della stessa azienda, vicino alla sua sede centrale.

A illustrare i dettagli tecnici dell’immobile è stato Alessandro Tottene, responsabile impianti sicurezza e ambiente della stessa Vimar, che iniziando la sua presentazione ha evidenziato come (perlomeno dall’azienda vicentina) il requisito del fotovoltaico a copertura sia stato considerato non come un elemento distintivo ma ormai scontato, quasi banale. Descrivendo la costruzione, Tottene ha quindi enumerato i diversi elementi introdotti per garantire l’efficienza energetica della struttura. Partendo con l’involucro, l’impiego di cemento Tx Active sulle strutture portanti in grado di abbattere gli inquinanti presenti nell’aria grazie a un processo fotocatalitico, passando all’utilizzo di una vetrazione per garantire il miglior apporto di luce naturale.

In particolare questo aspetto ha previsto uno studio dell’analisi del cosiddetto ‘fattore medio di luce diurna’ durante l’intero anno, che ha portato a collocare l’area di vero e proprio magazzino nella zona dove questo era maggiore, quella per produzione e uffici in una zona con livelli poco inferiori e infine ad aggiungere illuminazione artificiale in quella dedicata allo scarico materiali. Anche la vetrazione, ha sottolineato, è stata scelta in diverse tiplogie per aree sottoposte a diversi livelli di irradiazione durante l’anno. Ulteriori elementi introdotti sul nuovo magazzino di Vimar, oltre all’impianto fotovoltaico, sono stati quindi il ‘tetto verde’, che garantisce miglior isolamento e regola l’afflusso delle acque piovane, e un impianto geotermico, realizzato con l’apposizione di 40mila mq di pannelli radianti a pavimento nei reparti logistico e produttivo e di 700 mq a soffitto negli uffici. Infine, il magazzino è stato dotato di un software di gestione dell’immobile (building management system) integrato a un energy management system che insieme permettono di rilevare e acquisire dati sui consumi dei diversi impianti (di illuminazione, fotovoltaico, per il trattamento dell’acqua e così via). L’utilizzo combinato di queste diverse tecnologie, secondo i manager di Vimar, ha permesso di ottenere nel primo semestre 2022, nonostante il 15% in più di ore lavorate, una riduzione dei consumi del 7%. In generale, l’azienda ha detto di stimare che in un anno l’impianto permetterà di risparmiare l’emissione di circa 1.000 tonnellate di C02.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA DI SUPPLY CHAIN ITALY

Articoli correlati

Iscriviti alla newsletter di Supply Chain Italy