Archiviato l’illecito amministrativo per Dhl Supply Chain dopo l’assunzione di 1.500 addetti

Quasi 1.500 lavoratori vengono assunti da Dhl, colosso delle spedizioni (controllato dalla tedesca Deutsche Post) e la Procura di Milano chiede l’archiviazione della posizione dell’azienda, indagata per la responsabilità amministrativa prevista dalla Legge 231 del 2001. L’indagine era emersa pubblicamente a Giugno dello scorso anno.

L’ultima novità si evince dal deposito in Procura Generale e ai difensori di una richiesta di archiviazione dell’illecito amministrativo di frode fiscale contestato all’azienda nell’inchiesta che cinque mesi fa portò al sequestro di 20 milioni di euro.

La Procura di Milano imputava a Dhl Supply Chain di neutralizzare, attraverso un consorzio di cooperative, il proprio cuneo fiscale mediante “l’esternalizzazione della manodopera”, attraverso “contratti di somministrazione illecita di manodopera fatti passare come contratti di appalto”, con perdita di Iva per l’Erario e “nessuna tutela per i lavoratori costretti a passare da una coop all’altra, pena la perdita del posto”.

Indagata dunque per la responsabilità amministrativa, Dhl pareva avviata a un patteggiamento con sanzione pecuniaria. Il gruppo, però, seguendo la linea dei difensori dello studio legale Isolabella, ha invece convertito il ‘guaio giudiziario’ in occasione per rafforzare il modello organizzativo interno anti-reati fiscali e per monitorare gli adempimenti Iva dei fornitori. Ha scelto così di “reinternalizzare” i lavoratori con l’assunzione di quasi 1.500 persone costata all’impresa circa dieci milioni. Proprio questo “forte segnale, anche verso l’esterno, di voler proseguire l’attività nella piena legalità”, per i pm “determina una netta cesura”. Così da indurre la Procura a chiedere per la prima volta l’archiviazione dell’illecito amministrativo di una società.

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Dhl Supply Chain assume dal 1 agosto i lavoratori della cooperativa

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