Anche il trasporto merci nel piano di Lufthansa per Ita Airways

La partita della privatizzazione di Ita Airways entra di nuovo nel vivo. Mentre su alcune testate nei giorni scorso sono comparse indiscrezioni rispetto ai tentativi del governo di riportare al tavolo anche Msc (che nei giorni scorsi si era chiamata ufficialmente fuori dai giochi), le trattative con l’ex partner di questo, ovvero Lufthansa, stanno andando approfondendosi con la presentazione di una bozza di piano industriale.

Secondo quanto emerso su varie testate, nei progetti del vettore – alcuni rappresentanti del quale si sono incontrati ieri a Roma con i vertici della ex compagnia di bandiera – ci sarebbero tra le altre cose il rilancio del brand Alitalia, una forte spinta sul mercato statunitense, anche grazie al partner United, e un necessario cambio di alleanze, con il passaggio di Ita dalla squadra di Sky Team a quella di Star Alliance.

Tra i punti approfonditi nel piano, riferisce in particolare Repubblica, ci sarebbe anche quello del cargo, per il quale il vettore tedesco ha proposto una integrazione tra il suo network e quello di Ita, sia per la capacità belly sia per quella di freighter, facendo valere l’alleanza che ha in essere con Cathay Pacific come punto di forza per sviluppare in particolare le relazioni con l’estremo oriente e Hong Kong, facendo base in Italia sull’aeroporto di Malpensa.

Altro punto di sviluppo sarebbe inoltre quello del cosiddetto mercato Dachb (che comprende Germania, Austria, Svizzera e Belgio), in cui Lufthansa è attiva con diverse controllate.

Ancora molti i punti da chiarire o incerti, tra cui la questione delle quote che verrebbero rilevate dal gruppo tedesco e della sua relativa offerta. Secondo il Sole 24 Ore, da una valutazione di 1,2 miliardi di gennaio, il valore di Ita sarebbe infatti ora crollato a 450 milioni, di conseguenza l’investimento di Lufthansa potrebbe aggirarsi intorno “ai 200 milioni”. Incertezza c’è inoltre sulla fetta di interesse: si parla del 55%, ma viene contemplata anche la possibilità che la quota restante, anziché rimanere completamente nelle mani del Mef, possa essere rilevata da Ferrovie dello Stato che sarebbe così chiamata a sviluppare soluzioni di intermodalità con Ita.

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