Dietrofront di Amazon a Cuneo, dubbi su Chiuduno

Dopo il ritmo sostenuto con cui ha avviato la sua espansione, accumulando a strettissimo giro aperture di nuovi magazzini in varie parti d’Italia (circa 60 quelli inaugurati sinora), fanno ora rumore i presunti dietrofront di Amazon nel mercato della logistica tricolore.

Secondo quanto riportato da La Stampa, il gruppo fondato da Jeff Bezos avrebbe infatti rinunciato, forse solo temporaneamente, a operare nel nuovo polo logistico di Cuneo, situato nell’area dell’ex Mercato agroalimentare all’ingrosso. Il terreno relativo, ricorda la testata, era stato rilevato nell’aprile 2021 dallo sviluppatore Scannell Properties, il quale aveva poi completato la costruzione dell’immobile un anno dopo. L’ingresso di Amazon nell’impianto, benché mai ufficializzato, sembrava cosa scontata visto anche il fiorire intorno alla struttura di varia segnaletica stradale con il brand dell’azienda statunitense. Stando a quanto appreso dal quotidiano torinese, l’immobile è però poi stato rilevato da Axa Im Alts e Amazon, cui risulta ancora locato, prevede di subaffittarlo ad altri operatori. A supporto di questa svolta, secondo la testata cuneese LaGuida.it, ci sarebbe anche una comunicazione del Comune, poi rettificata, con cui questo diceva di aver appreso che l’utilizzo dell’immobile non sarebbe rientrato per Amazon “nei piani strategici aziendali nel breve termine”.

Parallelamente, cominciano a sorgere perplessità sull’insediamento dell’azienda anche nel nuovo polo di Chiuduno, in provincia di Bergamo. L’immobile, riferiscono le testate locali, sarebbe stato completato tra settembre e ottobre, ma il sindaco del Comune bergamasco, Piermauro Nembrini, nei giorni scorsi ha espresso all’Eco di Bergamo la sua preoccupazione per il fatto che ad oggi le attività nella struttura non siano state ancora avviate e non risultino attivi annunci per la ricerca di personale. Anche in questo caso si tratta di un progetto mai annunciato ufficialmente da Amazon, ma che le amministrazioni locali attribuivano per certo all’azienda.

Che siano confermate o meno, iniziative di questo tipo non possono sorprendere, sia visto l’attuale contesto economico, sia considerate le particolari condizioni in cui si trova Amazon, nel mezzi di un piano di ridimensionamento della sua forza lavoro globale pari allo stralcio di 18mila addetti (e non più ‘solo’ di 10mila come ventilato a fine novembre) su un totale di 1,5 milioni di dipendenti. L’eventuale subaffitto dei magazzini ad altri operatori è poi una mossa già vista recentemente nella storia dell’azienda, in particolare in territorio Usa. Secondo Bloomberg questa, decisa la scorsa primavera per far fronte a un eccessivo di capacità, avrebbe interessato nel paese spazi di stoccaggio per circa 920mila metri quadrati complessivi.

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