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Politica

Nel Ddl Concorrenza la novità del macchinista unico a bordo dei treni

Il Governo inserisce la modifica alla legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che permetterà di ridurre i costi del trasporto ferroviario. Protesta la Uiltrasporti

di Redazione SUPPLY CHAIN ITALY
20 Dicembre 2023
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L’annuncio, meno di un mese fa, era stato catalogato fra i buoni (o meno, a seconda dei punti di vista) propositi per l’anno a venire e invece, mentre il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti ne discettava pubblicamente, al Senato i relatori del Ddl Concorrenza introducevano un emendamento che apre di fatto la via al macchinista unico sui treni merci italiani.

Lo si apprende oggi, a valle dell’approvazione definitiva da parte della Camera dei Deputati della Legge per la Concorrenza 2022 (non è un refuso). Il testo nel passaggio al Senato è stato appunto arricchito da un ‘nuovo’ articolo 4. Esso prevede una modifica alla legge del 2008 che disciplina la “tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, intervenendo sull’articolo (n.45) dedicato al primo soccorso, con la previsione che i decreti attuativi in ambito ferroviario siano predisposti “nel rispetto della normativa dell’Unione europea in materia di sicurezza e di interoperabilità del trasporto ferroviario”.

Nelle intenzioni del Ministero tale armonizzazione alle norme europee dovrebbe piegare le resistenze delle Regioni (chiamate ad esprimere un parere sui suddetti decreti attuativi), che finora si sono mostrate refrattarie ad autorizzare la presenza di un solo macchinista a bordo dei convogli cargo per l’impossibilità presunta di garantirne il tempestivo soccorso in caso di malori.

Gestori della rete e imprese ferroviarie, ora, avranno 4 mesi per predisporre, “in coordinamento con i servizi pubblici di pronto soccorso, sulla base di una determinazione e valutazione dei rischi, procedure operative per l’attuazione, nel rispetto della normativa dell’Unione europea in materia di sicurezza e di interoperabilità del trasporto ferroviario, di un piano di intervento recante le modalità operative del soccorso qualificato lungo la rete ferroviaria, incluso il trasporto degli infortunati. Ciascun datore di lavoro individua, sulla base di una specifica determinazione e valutazione dei rischi, i ruoli e le responsabilità da assegnare al personale, tenuto conto delle relative categorie di inquadramento, dei titoli formativi e delle mansioni”.

Dura la reazione della Uiltrasporti, che insieme a Filt Cgil e Fit Cisl una settimana fa aveva scritto al Governo e alle Commissioni competenti del Parlamento per denunciare che “il nuovo Regolamento di Circolazione Ferroviaria Nazionale lascerebbe alle singole Imprese Ferroviarie, e non più ad un’ Agenzia Nazionale, ovvero con obbligo per tutte le aziende operanti su una rete ferroviaria, la facoltà di auto organizzare i processi lavorativi di sicurezza ferroviaria, senza più l’onere di garantire a bordo dei treni la presenza di personale dedicato a determinate attività di sicurezza e di primo soccorso”.

“Il Governo continua a sottovalutare, se non addirittura ad ignorare il tema della sicurezza quando si parla di infrastrutture ferroviarie e ne è un’ulteriore prova l’introduzione dell’emendamento del Ddl Concorrenza che prevede il macchinista unico sui treni merci italiani creando una falla nel caso di malore del macchinista per il soccorso” hanno attaccato il Segretario Generale Claudio Tarlazzi e il Segretario Nazionale Roberto Napoleoni: “Gli ultimi incidenti hanno portato alla luce la necessità di rivedere e alzare gli standard di sicurezza delle infrastrutture ferroviarie del nostro Paese con strumenti e procedure innovative, ma nessuna innovazione tecnologica può sostituire lavoratrici e lavoratori in carne ed ossa soprattutto quando si parla di mansioni così delicate. Inoltre con la rimodulazione dei fondi del Pnrr sono stati tagliati importanti investimenti per il sistema Ertms, fondamentale per aumentare i livelli di sicurezza. Queste azioni sono inaccettabili perché la sicurezza per noi rappresenta una priorità che continueremo a difendere”.

Non ha subito cambiamenti, invece, l’articolo del Ddl dedicato lo scorso luglio al cold ironing, che verrà così inquadrato come servizio di interesse generale e beneficerà di uno sconto sugli oneri di sistema calcolato da Arera.

A.M.

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