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Trasporti

Migliora l’integrazione dell’Italia nelle reti di trasporto container via mare globali

A guidare la classifica dei porti più inseriti sono nel secondo trimestre 2024 Genova, Gioia Tauro e Spezia

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
17 Giugno 2024
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Unctad, la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo, ha diffuso l’ultimo aggiornamento relativo al secondo trimestre 2024 del Liner Shipping Connectivity Index (Lsci), l’indice che sintetizza il grado di integrazione delle nazioni nella rete mondiale dei servizi di trasporto marittimo containerizzato. Per l’Italia il trend appare stabile rispetto al periodo precedente.

Questo indice è stato ridefinito lo scorso marzo e prende in considerazione sei componenti: il numero di scali di navi programmati alla settimana nella nazione; la capacità annuale di movimentazione di carichi containerizzati (in container Teu) della nazione; il numero dei servizi di linea regolari da e per la nazione; il numero di compagnie di navigazione di linea che forniscono servizi da e per la nazione;
la capacità di stiva (in Teu) della nave più grande impiegata nei servizi da e per la nazione; il numero di altri paesi collegati alla nazione tramite servizi di trasporto marittimo di linea diretti (che non richiedono operazioni di trasbordo).

Nel secondo trimestre del 2024 l’indice Lsci riferito all’Italia è a quota 286, invariato rispetto allo stesso trimestre del 2023 e con un incremento di tre punti rispetto al primo trimestre del 2024.
L’Unctad ha inoltre pubblicato anche l’ultimo aggiornamento riferito al secondo trimestre di quest’anno del Port Liner Shipping Connectivity Index (Plsci), l’indice che identifica l’integrazione di un porto nelle reti mondiali dei servizi marittimi containerizzati. Anche questo indice è stato ridefinito nel 2024 con lo scopo di riflettere meglio le attuali caratteristiche dei porti container. A partire da quest’ano il Plsci è un indice fissato a 100 relativamente al valore medio della connettività del porto nel primo trimestre del 2023.

Anche questo indice è generato sulla base di sei componenti che sono: il numero di scali di navi programmati alla settimana nel porto; la capacità annua di traffico containerizzato (in Teu) offerta dal porto; il numero di servizi regolari di trasporto marittimo di linea da e per il porto; il numero di compagnie di navigazione di linea che forniscono servizi da e per il porto; la capacità (in Teu) della nave più grande impiegata nei servizi da e per il porto; il numero di altri porti collegati al porto tramite servizi di trasporto marittimo di linea diretti (che non richiedono operazioni di transhipment).

Al primo posto in questa particolare classifica dei porti italiani che presentano la migliore connettività con la rete mondiale di servizi marittimi di linea per il trasporto via mare di carichi containerizzati figura ancora Genova con un indice di 418,3, in crescita del +5,5% sul secondo trimestre del 2023, seguita dal porto di Gioia Tauro con un indice di 314,5 (-4,4%) e al terzo posto appare La Spezia con un indice di 260,2 (+12,8%). Seguono i porti di Salerno (indice 197,0; +5,8%), Livorno (indice 165,3; -15,8%), Trieste (indice 154,6; +2,6%), Napoli (indice 128,2; -18,9%), Venezia (indice 106,8; +0,9%), Civitavecchia (indice 85,9; -8,9%), Vado Ligure (indice 85,9; -26,9%), Ancona (indice 79,2; +10,4%), Ravenna (indice 77,1; -11,0%), Taranto (indice 31,5; +9,5%), Marina di Carrara (indice 26,5; -21,6%) e Cagliari (indice 26,1; -39,4%).

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