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Economia

Brusca frenata dell’export bresciano nel primo trimestre 2024 (-8,6%)

Sul calo delle vendite estere pesa in particolare il crollo del mercato tedesco (-20,6%), suo tradizionale mercato di sbocco

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
11 Luglio 2024
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Feralpi

Le esportazioni della provincia di Brescia registrano una nuova pesante battuta d’arresto. Nel primo trimestre 2024, segnala la locale Confindustria sulla base di una analisi condotta dal suo centro studi su dati Istat, si è osservato un calo tendenziale dell’8,6%, che si aggiunge a una tendenza ribassista che va avanti già da alcuni mesi e che già aveva destato una certa preoccupazione. In valore le vendite estere ammontano a 5.089 milioni di euro, valore si posiziona al settimo posto da quando è disponibile la serie storica.

Anche in considerazione della forte esposizione della manifattura bresciana ai prezzi delle materie prime metallurgiche, la contrazione vista nell’area nel trimestre, segnala l’associazione, risulta più intensa della media lombarda e italiana. Parallelamente, anche l’import della provincia registra un calo (-7,8%), questo però più in linea con quello regionale (-5,7%) e nazionale (-10,1%).

A impattare sulla performance delle esportazioni sono in primis i pesanti cali verso i tradizionali mercati di riferimento, a partire dal quello tedesco. Verso la Germania la flessione nei primi tre mesi dell’anno è infatti del 20,6%, frutto secondo Confindustria Brescia di un declino del paese su cui incidono anche fattori strutturali.

Il calo della Germania – ha commentato Mario Gnutti, vice presidente dell’associazione, con delega all’Internazionalizzazione – “è un elemento già noto e che, non lo nascondiamo, ci preoccupa, ma deve allo stesso tempo stimolarci a cercare nuove soluzioni e nuovi mercati di sbocco per i prodotti del Made in Brescia. Sotto questo punto di vista, continuiamo a guardare con attenzione mercati come quello statunitense, che rimane particolarmente dinamico, così come quelli asiatici, che presentano però dei rischi geopolitici da tenere sotto stretta osservazione”.

Detti questo, altre storiche destinazioni dell’industria bresciana, come Francia e Spagna, hanno pure registrato cali, rispettivamente del 10,2% e del 4,8%.
Complessivamente, nel primo trimestre 2024 rispetto allo stesso dello scorso anno, l’export verso il mercato europeo (sia UE che non UE), che pesa per oltre il 75% del totale, perde più dell’11%. In controtendenza Cina e Brasile, con incrementi del 36,6% e del 10,7%, e gli Usa, con rialzo dell’1,5%.

Guardando all’import, anche qui i flussi dalla Germania verso Brescia si riducono significativamente (-17,1%).

Sotto il profilo merceologico, infine, la flessione risulta generalizzata ma particolarmente forte per i prodotti della metallurgia (-19,2%), per computer, apparecchi elettronici e ottici (-9,0%) e prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-6,2%). Solo i prodotti alimentari e bevande registrano un segno positivo (+3,0%).
Per quanto riguarda le importazioni, calano nettamente i Computer, apparecchi elettronici e ottici (-26,9%) e, anche in questa direzione, i prodotti della metallurgia (-26,0%).

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