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Trasporti

Nel trasporto container scattano i sovrapprezzi per la nuova area Seca nel Mediterraneo

Da ieri nel Mare Nostrum è consentito l’impiego di fuel con contenuto di zolfo al massimo dello 0,1%

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
2 Maggio 2025
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Nave portacontainer OOCL

Da ieri, 1 maggio 2025, il mar Mediterraneo è ufficialmente un’area Seca (Sulphur Emission Control Area), ovvero a limitate emissioni di zolfo, ai sensi dell’allegato Vi della Convenzione Marpol. In particolare il contenuto di zolfo presente nel combustibile delle navi potrà ora essere al massimo dello allo 0,1%, soglia inferiore al precedente valore standard dello 0,5% fissato da Imo 2020.

“Il mar Mediterraneo” ha sottolineato una nota dell’Imo, “ospita alcune delle rotte marittime più trafficate al mondo, supportando il 20% del commercio marittimo”. Secondo le stime, oltre il 17% delle crociere mondiali e il 24% della flotta mondiale navigano nelle sue acque.

La riduzione delle emissioni di SOx derivanti dal trasporto marittimo migliorerà “la salute umana riducendo i tassi di cancro ai polmoni, malattie cardiovascolari, ictus e asma infantile” e garantirà benefici all’ambiente perché, riducendo “l’acidificazione, contribuisce a proteggere colture, foreste e specie acquatiche”, secondo Imo. Inoltre, diminuendo la foschia causata dai fumi delle navi, aumenterà la visibilità “riducendo il rischio di incidenti marittimi”.

L’implementazione della nuova regolamentazione Imo ha portato con sé l’introduzione di nuovi, dedicati, surcharge da parte delle compagnie di navigazione.
In ambito container, si segnala che ad esempio Msc ha introdotto una fee aggiuntiva di 25 dollari/Teu per carichi in arrivo nel Mediterraneo da Australia e Nuova Zelanda, e di 15 dollari/Teu per box provenienti dall’Asia.

Cma Cgm ha annunciato invece nelle scorse settimane l’introduzione di un cosiddetto Low Sulfur Surcharge, del valore di 20 dollari/Teu per spedizioni dall’Asia al Mediterraneo (in vigore dal 21 aprile) e uno (a partire da ieri 1 maggior) di 10 dollari/Teu per invii dal Mediterraneo verso Asia, Medio Oriente e mar Rosso. Una fee del valore di 25 dollari/Teu sarà inoltre applicata dalla compagnia francese alle spedizioni con origine nel Mediterraneo e dirette nel West Africa.

Maersk da parte sua ha specificato che la sovrattassa relativa alla Seca verrà integrata nel suo Fossil Fuel Fee, di cui ha fornito un aggiornamento che sarà valido fino alla data del prossimo 30 giugno, con tariffe differenziate a seconda delle rotte.

La Seca del Mediterrane è la quinta Eca designata ai sensi dell’Allegato VI della Marpol, insieme all’area del Mar Baltico, a quella del Mare del Nord, a quella nordamericana (che comprende le aree costiere al largo di Usa e Canada) e a quella del ‘Mar dei Caraibi statunitense’ (ovvero intorno a Porto Rico e alle Isole Vergini americane).
Nel 2024, l’Imo ha designato altre due Eca, che verranno implementate rispettivamente nell’Artico canadese e nel mar di Norvegia. Nella sua 83esima sessione, che si è svolta lo scorso aprile, infine il Mepc (Comitato per la Protezione dell’Ambiente Marino dell’Imo) ha approvato una proposta per istituire una nuova Eca nell’Atlantico nord-orientale.

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