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Trasporti

Germania, Usa e Cina le principali destinazioni 2025 del cargo aereo italiano

Secondo le rilevazioni di Enac il traffico internazionale ha rappresentato il 94% del totale

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
19 Gennaio 2026
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Il traffico cargo (merci e posta) dei 44 aeroporti italiani aperti al traffico commerciale si è attestato a 1.242.360 tonnellate nel 2025, con un aumento del 2% (per 29mila tonnellate) rispetto all’anno precedente. Lo segnala un report di Enac che offre alcuni spunti interessanti per comprendere l’evoluzione recenti delle spedizioni aeree da e per l’Italia.
In primis, nei traffici risulta preponderante la quota dei vettori tradizionali, che contano per il 99,2%, pari a 1,2 mln di tonnellate. Pesano solo per lo 0,8% (10.500 tonnellate) i vettori low cost, che però grazie a una crescita del 59% raddoppiano la loro quota rispetto al 2024 (0,4%).

I volumi, come prevedibile, restano concentrati nei primi 5 scali nazionali, che insieme coprono il 93% del mercato. Dopo Malpensa con una quota del 61%, pari a oltre 764mila tonnellate, seguono Fiumicino (22%; 273mila), Venezia Tessera (4,4%; 55mila), Bologna Borgo Panigale (3,5%; 44mila). Alla posizione successiva si afferma quindi Bergamo Orio al Serio (2%; 24mila), che scalza Brescia Montichiari. Tra i primi cinque aeroporti solo Bologna risulta in calo (-3%), mentre risultano stabili i flussi su Venezia Tessera. Positivo, invece, l’andamento per lo scalo di Roma Fiumicino (+1%), Milano Malpensa (+4%) e come detto Bergamo Orio al Serio (+7%). Quanto alle rotte più importanti, per i cinque aeroporti in questione queste sono nell’ordine Malpensa – Hong Kong (65.669 tonnellate) e la Fiumicino – Dubai (19.662 tonnellate). Seguono la Venezia – Colonia (10.396 tonnellate), la Bologna – Leipzig (10.630 tonnellate), la Bergamo – Colonia (17.547 tonnellate)

Il traffico internazionale (Ue o extra-Ue) rappresenta la maggiore componente, con 1.169.876 tonnellate, ovvero il 94% del totale (nel dettaglio, l’extra-Ue vale il 69%, mentre l’Ue il 25%) in aumento rispetto al 2024 e trainato in particolare dalla componente Extra-Ue (+7%).

Guardando nel dettaglio a questo segmento, si osserva che i primi cinque scali della Penisola sono anche quelli dove ci concentra il 96% del traffico internazionale. Tra i paesi partner, al primo posto figura la Germania (quota del 13%, pari a 153mila tonnellate) con Milano Malpensa – Leipzig-Halle quale rotta principale. Seguono nell’ordine gli Usa (12%; 137mila, con la rotta Fiumicino – New York a prevalere), Cina (9%; 108mila, predominio del collegamento Shanghai – Pudong), Emirati Arabi Uniti (8%; 96mila; Fiumicino – Dubai la rotta principale) e Qatar (7%; 79mila, domina la tratta Malpensa – Doha). Questi primi cinque paesi, segnala Enac, rappresentano circa la metà del traffico internazionale. L’andamento dei volumi movimentati risulta in flessione per i collegamenti con la Germania e gli Stati Uniti (entrambi -5%), mentre è positivo invece il trend per Cina (+12%), Emirati Arabi Uniti (+8%) e Qatar (+1%).

Spostando infine l’attenzione sui collegamenti interni, che come detto pesano per il 6% delle spedizioni aeree del mercato italiano con 72.484 tonnellate (-8% sul 2024), Enac rileva ancora una concentrazione degli scambi nei primi 5 scali nazionali, che in questo caso valgono però insieme ‘solo’ il 67% del totale dei volumi movimentati tra i confini nazionali (contro il 74% del 2024). Principale aeroporto per volumi si conferma ancora Milano Malpensa con una quota del 29%, pari a circa 21mila tonnellate. Seguono Brescia Montichiari (13%; 9,7mila), Napoli Capodichino (11%; 8mila), Roma Fiumicino (8%; 5,5mila), Catania Fontanarossa (7%; 5mila).
Tra le rotte nazionali, le più importanti sono state infine la Malpensa – Napoli Capodichino (4.727 tonnellate) insieme alla sua inversa (3.524). Al terzo posto la Pisa – Malpensa (3.231 tonnellate), quindi la Malpensa – Ancona (2.428 tonnellate) e in quinta posizione la Bologna – Malpensa (2.214 tonnellate).

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