Confetra contro la tassa da 2 euro sui pacchi: “Traffici dirottati su altri paesi e via strada”
La confederazione chiede di rimandare a luglio l’entrata in vigore della misura rimediando alle distorsioni di traffico in atto
La tassa di due euro sulle spedizioni di pacchi di modico valore dai paesi extra Ue “si è rivelata un boomerang sotto tutti i punti di vista. Una misura introdotta con l’obiettivo di tutelare la moda italiana dalla concorrenza del fast fashion cinese che, nei fatti, si è dimostrata un flop totale”. Così si è espresso il direttore generale di Confetra, Andrea Cappa, in una nota in cui spiega di avere sottoposto ieri la questione al Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi.
Tra gli effetti ottenuti, sostiene la confederazione, c’è infatti il dirottamento dei flussi logistici dei produttori cinesi verso aeroporti di altri paesi europei che non hanno introdotto la tassa.
“Il risultato è che le merci entrano comunque in Italia via camion, senza pagare il contributo previsto, con un aumento dell’inquinamento e con lo spostamento dei traffici verso altri Paesi” ha aggiunto Cappa, evidenziando che sarebbero oltre 30 i voli persi da Malpensa da inizio anno, con un calo dei traffici legati a questo tipo di spedizioni “enorme”.
“Si sta assistendo a un forte spostamento delle merci su gomma attraverso i valichi alpini, con un ulteriore aggravio sulla viabilità e sull’ambiente”. Per questo motivo Confetra, “al di là di qualsiasi valutazione di merito su cui non entriamo, evidenzia come misure di questo tipo debbano essere coordinate a livello europeo, pena il rivelarsi non solo inefficaci, ma dannose per il sistema logistico e produttivo nazionale, “favorendo altri hub continentali”.
Da qui la proposta da parte della confederazione per un emendamento al decreto Milleproroghe per rinviare l’entrata in vigore della misura a luglio, “così da avere il tempo necessario per costruire un coordinamento a livello europeo, unica strada per rendere davvero efficace qualsiasi intervento”.
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