“Chi controlla la logistica avrà le chiavi dei mercati e del mondo”
Falteri dal palco dell’assemblea di Federlogistica ha evidenziato che la logistica non è più un servizio al mercato ma è il mercato stesso che determina le scelte geopolitiche
“Chi controlla la logistica avrà le chiavi dei mercati e del mondo”. Questa frase a effetto racchiude quanto emerso dall’Assemblea di Federlogistica andata in scena a Roma e dove il presidente Davide Falteri ha sottolineato che è in atto una rivoluzione globale: la logistica non è più un servizio al mercato ma è il mercato stesso che determina le scelte geopolitiche. Entro il 2035 il fatturato logistico mondiale oltre il tetto dei 30.000 miliardi di dollari.
Secondo l’associazione aderente a Conftrasporto-Confcommercio la logistica “anche solo a livello europeo, con una evidente sottovalutazione, vale più di mille miliardi di euro, ma soprattutto è stata ed è protagonista di una rivoluzione ancora poco percepita: ha cessato di essere un servizio, quasi un optional economico, per favorire il rapido scorrimento delle merci, ed è diventata la chiave di controllo di sistemi economici complessi e degli assetti geopolitici del mondo. Secondo i dati più recenti la logistica a livello mondiale ‘fattura’ dal 9 al 10% del Pil, qualcosa come 10 trilioni di dollari (10.000 miliardi) con la prospettiva di crescere di tre volte entro il 2030/2035”.
Chi ha in mano i comandi della logistica – secondo Falteri – controlla non solo le rotte dell’interscambio via mare ma determina la competitività o, al tempo stesso, l’emarginazione di Paesi e di interi continenti nel quadro economico e geo-politico mondiale.
“La logistica – secondo il presidente della federazione – è diventata un punto di equilibrio tra mercati e decisioni politiche. Non si tratta più solo di efficienza, ma di visione, coordinamento e capacità di governare i cambiamenti in atto. In questo quadro anche quelli che sembravano problemi tecnici, come quelli legati alle Dogane, hanno cessato di essere tali. Le Dogane – ha affermato il Presidente di Federlogistica-Conftrasporto – non sono procedure, sono tempo. E il tempo è il principale fattore di competitività”.
Nel corso dell’Assemblea è stato più volte richiamato il “mantra” della centralità del Mediterraneo e di un ruolo dell’Italia che per essere davvero una piattaforma naturale transita attraverso digitalizzazione, formazione intensiva e internazionalizzazione. In sintesi, la risposta all’interrogativo scelto per l’assemblea non è un nome o uno Stato: è il metodo.
A chiudere i lavori dell’assemblea di Federlogistica è stato il presidente onorario, Luigi Merlo, che ha richiamato l’importanza di una visione di lungo periodo per il settore logistico e il valore del dialogo costante tra istituzioni, imprese e territori, sottolineando la necessità di scelte coerenti e coordinate per rafforzare il ruolo dell’Italia nei traffici internazionali.
L’appuntamento è andato in archivio con un forte richiamo alla necessità di decisioni condivise, responsabilità collettiva e capacità di governo dei cambiamenti, affinché la logistica possa continuare a svolgere il proprio ruolo strategico a servizio dell’economia reale e dello sviluppo del Paese.
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