Poste Italiane apre le porte del suo hub logistico per le Olimpiadi di Milano Cortina
Esteso su 25mila metri quadrati, il polo ha fatto anche da base per l’allestimento dei villaggi olimpici e delle venue di gara

Esteso su 25mila metri quadrati, il polo ha fatto anche da base per l’allestimento dei villaggi olimpici e delle venue di gara
25.000 metri quadrati e 25 baie di carico, per servire un evento che vedrà impegnati 3.600 atleti di 93 paesi, con 16 discipline olimpiche e sei sport paralimpici. Questi i principali numeri dell’hub di Poste Italiane che servirà le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, di cui la controllata di Cassa Depositi e Prestiti è Premium Logistics Partner.
Il main distribution hub – la cui collocazione geografica non è stata indicata – “rappresenta il cuore della rete logistica del progetto” ha spiegato il site manager Alessandro Calluso, evidenziando che nel Poste Italiane ha gestito “l’allestimento dei villaggi olimpici, tutte le venue di gara e anche i collegamenti e i trasporti relativi alle delegazioni e agli atleti”.
La sua gestazione è durata due anni, nei quali stati anche effettuati test di trasporto e di software. Ad oggi, ha aggiunto Calluso, l’attività è intensa e il polo opera “h24, sette giorni su sette “per gestire gli arrivi di forniture da tutto il mondo e le spedizioni dell’intera rete logistica”. Una sfida “importante” ha aggiunto, anche perché “affrontata su un territorio molto vasto e con venue montane”.
Come aggiunto dall’operation manager Fabrizio Zazzu, per il progetto è stato sviluppato un software ad hoc, per tracciare le attività svolte nel sito e in tutti i magazzini, nonché tutti trasporti. Complessità principale di questo ambito è stata quella di gestire “un volume molto grande, con attività che cambiano tutti i giorni”.
Marco Iovine, Transport Manager di Poste Logistics, infine ha descritto la gestione dei trasporti e della logistica come “una grande sfida”, considerando che il territorio interessati “si estende per oltre 22.000 chilometri quadrati”, cosa che ha comportato la necessità di svolgere “sopralluoghi nelle venue di gara e uno studio approfondito della rete stradale e delle infrastrutture”.
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