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Economia

Più fluida nelle ultime ore la situazione dello Stretto di Hormuz

Ha completato il passaggio la portacontainer francese Cma Cgm Kribi (5.550 Teu), mentre si appresta a transitare anche la più piccola Selen (660 Teu)

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
3 Aprile 2026
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Cma Cgm Kribi

La portacontainer Cma Cgm Kribi (5.500 Teu) ha oltrepassato lo Stretto di Hormuz e si trova ora in navigazione al largo delle coste dell’Oman. La nave, battente bandiera di Malta, al momento sta mostrando l’indicazione “Owner France” sul proprio sistema Ais in luogo della destinazione. Nello stretto era arrivata a fine febbraio, proveniendo da Cape Town e avendo come destinazione lo scalo di Jebel Ali, negli Emirati Arabi Uniti.

Secondo quanto riportato già ieri da Lloyd’s List, la Cma Cgm Kribi – in quel momento ancora intrappolata nel Golfo Persico – avrebbe dovuto seguire la rotta ‘approvata’ dall’Iran, che prevede il passaggio nei pressi dell’isola di Larak. Con ogni probabilità lo stesso corridoio percorso nei giorni scorsi dalle altre due portacontainer cinesi che finora sono riuscite ad attraversare il passaggio, ovvero le Cscl Indian Ocean e la Cscl Arctic Ocean, transitate lunedì dopo un primo tentativo (poi abortito) di avvicinamento perseguito venerdì scorso.

Anche le due navi di Cosco riportavano tra i dati Ais indicazioni sulla nazionalità di nave ed equipaggio. Due procedure quindi apparentemente simili, se non fosse che Cina e Francia – i paesi cui fanno capo le navi di Cosco e Cma Cgm – hanno rispetto ai rapporti con l’Iran posizioni decisamente distanti.

Se per Pechino il via libera era stato assicurato dalle autorità iraniane (il ministro degli Esteri Abbas Araqchi aveva detto che il passaggio sarebbe stato aperto per navi di paesi amici “tra cui Cina, Russia, India, Iraq e Pakistan”), per la compagnia francese non è chiaro se ad aver contato siano state la posizione più dialogante del presidente francese Emmanuel Macron (che nelle ultime ore ha definito “irrealistica” l’ipotesi di usare la forza per riaprire lo Stretto), i suoi legami con il Medio Oriente, più prosaicamente l’eventuale pagamento di un pedaggio (procedura cui ha sdato il suo ok nei giorni scorsi il parlamento iraniano), o una combinazione dei questi tre o ancora altri fattori. Va ricordato peraltro che Cma Cgm aveva assunto un ruolo da apripista anche per un eventuale ritorno ai transiti per il Mar Rosso, prima che la situazione internazionale si deteriorasse nuovamente con il conflitto avviato da Usa e Israele contro l’Iran.

La situazione in ogni caso sembra essere diventata più fluida nelle ultime ore.

Secondo l’analista Lars Jensen si appresterebbe a passare nel canale interno all’isola di Larak, per superare lo Stretto di Hormuz, anche la Selen, portacontainer da 660 Teu di capacità battente bandiera di St.Kitts and Nevis si proprietà della compagnia Exceed Oceanic Trading di Dubai. La nave al momento riporta come destinazione Mumbai e non presenta indicazioni sulla sua nazionalità nei sistemi Ais. Si tratta comunque sempre di navi portacontainer, quindi con carichi meno ‘sensibili’ rispetto a quelli di prodotti energetici o fertilizzanti, su cui si stanno concentrando le preoccupazioni delle economie mondiali.

All’elenco di navi transitate nelle ultime ore nello Stretto vanno infine aggiunte tre unità che però hanno seguito un corridoio alternativo, vicino alle coste dell’Oman, nei pressi dell’exclave di Musandam. Le navi sono la Lng Tanker Sohar Lng, con capacità di 72mila dwt, battente bandiera panamense e di proprietà di Asyad Shipping (che secondo Bloomberg però non portava carico), e le petroliere Dhalkut (299.997 dwt) e Habrut (319. 439 dwt) entrambe con bandiera di Marshall Islands.

“Sembrerebbe che l’Iran abbia deciso di chiudere un occhio, mentre parallelamente stanno uscendo report sul fatto che il paese stia trattando con l’Oman per la redazione di un protocollo per la gestione dello Stretto di Hormuz” è la valutazione al riguardo di Maritime Executive.

 

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