L’Ue apre agli aiuti di Stato ai trasporti per il caro carburante
Bruxelles proporrà una riforma temporanea della norma per consentire la copertura del 50% degli extracosti derivanti dalla crisi mediorientale

L’Unione Europea pubblicherà questo mese una proposta per allentare le norme sugli aiuti di Stato, nell’ambito di un pacchetto di misure volte ad aiutare gli Stati membri ad affrontare la crisi energetica causata dalla guerra con l’Iran, ha dichiarato lunedì la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Secondo quanto riportato da Politico e Ansa, Bruxelles intende introdurre una flessibilità temporanea che permetta di coprire fino al 50% dei costi aggiuntivi legati all’aumento dei prezzi energetici. La misura si inserisce in un contesto segnato da una vera e propria “seconda crisi energetica” per l’Europa, con forti rischi per crescita e stabilità economica.
Il cuore della proposta riguarda il settore dei trasporti, tra i più colpiti. Per il trasporto su strada, la bozza evidenzia una fragilità strutturale aggravata dal caro diesel: i margini degli operatori sono “spesso intorno al 2-3%” e l’aumento dei prezzi può tradursi in un incremento dei costi operativi superiore al 7%. In questo contesto, la Commissione avverte che tali dinamiche “potrebbero mettere un numero di operatori in perdita”, con conseguenti rischi di “interruzioni nelle catene di approvvigionamento e nei collegamenti in tutta l’Unione”.
L’intervento pubblico viene quindi giustificato non solo come misura emergenziale, ma come strumento per evitare effetti sistemici: interruzioni delle catene logistiche, riduzione della capacità del settore e perdita di competitività. Gli aiuti previsti – fino al 50% dei costi extra del carburante – mirano a garantire continuità operativa e a contenere un possibile effetto domino sull’economia europea.
Ancora più esplicito è il quadro delineato per il trasporto marittimo. La Commissione sottolinea che questi servizi sono “essenziali per la continuità territoriale” e per la mobilità di merci e persone, soprattutto nei collegamenti con le isole. Tuttavia, l’impennata dei prezzi del carburante ha generato un “onere eccezionale, improvviso e inaspettato” che rischia di compromettere la sostenibilità economica delle rotte.
Il documento mette particolarmente in guardia da conseguenze critiche: “Le interruzioni su tali rotte comporterebbero un rischio di perdita di collegamento”, con impatti diretti su economie locali e approvvigionamenti. Anche qui emerge il rischio di trasformazioni strutturali: aumento dei costi, uscita dal mercato degli operatori più piccoli e maggiore concentrazione, con effetti negativi sulla concorrenza.
In questo scenario, la strategia della Commissione appare duplice. Da un lato, fornire un sostegno immediato e mirato per evitare il collasso di settori chiave; dall’altro, mantenere un equilibrio con le regole del mercato unico. Non a caso, Bruxelles insiste sulla natura temporanea e proporzionata degli aiuti, in linea con le lezioni apprese durante le crisi precedenti. Come sottolineato anche a livello politico, le misure dovranno essere “mirate e limitate nel tempo” per evitare distorsioni e costi eccessivi.
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