Le precisazioni di Amos sulla logistica dei dispositivi per assorbenza in Piemonte
“L’eventuale supporto logistico di operatori specializzati non comporta alcun subentro nella gestione complessiva del servizio” fa sapere la società
Dalla società Amos Scrl riceviamo e pubblichiamo:
“Con riferimento all’articolo ‘In crisi la logistica sanitaria in Piemonte per i limiti del modello diretto’, pubblicato il 10 agosto 2026, AMOS S.c.r.l. precisa di non essere incaricata delle consegne domiciliari dei dispositivi per assorbenza. AMOS gestisce il magazzino, lavora e predispone gli ordini, contatta gli utenti e programma le consegne; il trasporto è eseguito da imprese incaricate direttamente dall’ASL AT, che non sono subappaltatrici di AMOS. Inoltre, gli ordini anteriori al 29 giugno 2026 sono rimasti in carico al precedente gestore CTV. AMOS è subentrata ad una parte delle attività affidate in appalto alla società CTV S.r.l. a partire dal 29 giugno 2026 senza soluzione di continuità e senza una fase transitoria graduale e progressiva in ragione di preesistenti criticità del servizio che hanno condotto la committente a risolvere il contratto di appalto con CTV contestandone l’inadempimento.
Nella fase iniziale di avvio del servizio, l’inscatolamento anonimo per singolo ordine, non effettuato dal precedente appaltatore, ha richiesto un nuovo settaggio del sistema informativo (non scelto né gestito da AMOS) e una fase iniziale di sperimentazione; tale complessa attività ha impedito per circa due settimane la regolare acquisizione e lavorazione degli ordini, determinando un arretrato, successivamente affrontato mediante il rafforzamento del personale e attività straordinarie anche il sabato. L’arretrato è in via di rapida riduzione.
AMOS non ha trasferito al Gruppo Lannutti l’incarico ricevuto: l’eventuale supporto logistico di operatori specializzati non comporta alcun subentro nella gestione complessiva del servizio.
Ad AMOS non risulta infine comunicata alcuna contestazione o iniziativa formale relativa all’interruzione di un pubblico servizio. Tale ipotesi si ritiene destituita di qualsivoglia fondamento in fatto e in diritto.”
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