In crisi la logistica sanitaria in Piemonte per i limiti del modello diretto
Sotto accusa l’assenza di un gestionale di magazzino dedicato per il controllo delle consegne, con la svolta verso la terziarizzazione

La gestione della distribuzione domiciliare dei presidi per l’incontinenza in Piemonte si è dimostrata fallimentare nel passaggio alla gestione interna. Come ricostruito da Lo Spiffero, l’affidamento alla società partecipata Amos — scelta dall’assessore regionale Federico Riboldi a seguito della risoluzione del contratto per inadempienza con il precedente appaltatore privato — ha aggravato le criticità anziché risolverle. Tra migliaia di consegne arretrate e un servizio di assistenza incapace di evadere le segnalazioni, negli uffici della sanità regionale è emersa l’ipotesi formale di interruzione di pubblico servizio, imponendo all’Asl di Asti, nel suo ruolo di stazione appaltante (Responsabile unico del procedimento), una rapida riorganizzazione della filiera.
Di fronte all’inadeguatezza operativa della società pubblica, sprovvista di competenze specifiche nella logistica di massa, la governance sta andando verso la totale terziarizzazione dei processi. Amos ha avviato trattative dirette con il Gruppo Lannutti, operatore del settore con sede e polo logistico a Fossano — la stessa città in cui ha sede la partecipata. La transizione si prospetta coerente sul piano infrastrutturale, poiché Amos aveva già collocato il proprio magazzino principale all’interno di un capannone del gruppo privato fin dall’avvio delle attività. L’accordo, in fase di definizione, prevede che Lannutti subentri oltre che nella gestione dello stoccaggio e degli ordini, anche nella pianificazione ed esecuzione di tutto il percorso di consegna finale.
La vicenda evidenzia la frattura tra le esigenze dell’evasione degli ordini domiciliari su scala regionale e la gestione diretta da parte di una società sanitaria interna: garantire consegne capillari e puntuali a migliaia di utenti fragili richiede software gestionali di magazzino avanzati, tracciabilità completa lungo l’intera filiera e capacità di adattamento ai volumi analoghe a quelle del commercio elettronico strutturato. L’assenza di un’infrastruttura dedicata di questo tipo ha creato colli di bottiglia nella movimentazione delle merci e nei flussi informativi. Per tentare di arginare la saturazione dei canali di contatto, l’amministrazione si è trovata costretta a dirottare provvisoriamente a supporto dell’assistenza clienti persino il personale del Centro unico di prenotazione (Cup) dell’Asl Cuneo 1, anch’esso gestito da Amos.
Nel breve periodo, l’affidamento delle operazioni al fornitore logistico esterno rappresenta l’unica soluzione ponte per azzerare gli ordini arretrati e ripristinare i livelli di servizio concordati. Riguardo al lungo termine, la Regione Piemonte sta valutando un cambio radicale del sistema distributivo: tra le opzioni allo studio figura il superamento del modello di spedizione centralizzata attraverso un metodo simile a quello già in uso per i prodotti destinati ai celiaci, che prevede l’accredito di un plafond digitale sulla tessera sanitaria e il ritiro dei presidi presso le farmacie territoriali. L’operazione di riprogettazione della rete sarebbe in grado di azzererare le difficoltà della distribuzione capillare, ma richiede passaggi autorizzativi e tempi tecnici non compatibili con l’urgenza dell’emergenza in corso.
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