Slitta al 30 novembre la tassa italiana sui ‘piccoli pacchi’ extra Ue
Nuovo rinvio per la misura, mentre Alesse (Adm) ha parlato di un calo del 32% generato dalla introduzione a luglio del dazio Ue

Slitta nuovamente l’entrata in vigore della mini-tassa italiana sui piccoli pacchi (di valore inferiore ai 150 euro) in arrivo dai paesi extra Ue.
Inizialmente fissata per il 1 luglio, poi posticipata al 1 ottobre, la scadenza è stata infatti rimandata ora al 30 novembre.
A prevederlo è la bozza del decreto legge in Consiglio dei ministri sullo stop al bollo auto. Secondo quanto riportato dal Sole24Ore, il rinvio consentirà di attendere l’introduzione della handling fee – ovvero la tassa di gestione doganale Ue che tutti i Paesi comunitari si sono impegnati ad applicare entro novembre – cui il Parlamento europeo ha dato il suo ok il 16 settembre.
L’ennesimo rinvio deciso dal governo italiano arriva dopo che, lo scorso 1 luglio, è invece diventato effettivo il dazio Ue da 3 euro, che sta in parte riconfigurando i flussi di e-commerce dalla Cina verso l’Europa (sebbene non in modo irreversibile, secondo alcuni commentatori).
Un primo riscontro ufficiale dell’impatto della misura sulle sole spedizioni dirette in Italia è stato fornito nei giorni scorsi dal direttore dell’agenzia delle Dogane e Monopoli (Adm), Roberto Alesse, che al Sole24Ore ha parlato di un calo del 39% delle importazioni ‘a basso valore’ nel bimestre luglio-agosto rispetto a quello maggio-giugno, “in linea con quello rilevato dalle Autorità francesi”.
Rispetto allo stesso periodo del 2025, ha aggiunto Alesse, la flessione è stata del 32%. Il dazio, che viene riscosso dalle autorità doganali dei singoli paesi, ha portato – ha aggiunto – a un gettito di “circa 83 milioni di euro, con una tassazione media per singola spedizione di circa 8,66 euro”.
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