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Impianti per Hitachi, Fema Engineering e altri in viaggio sulle vie fluviali italiane

Tre spedizioni eccezionali che sono state portate a compimento nell’ultimo mese hanno esaltato la vocazione portuale dello scalo fluviale interno di Cremona. A metà ottobre un generatore di 338 tonnellate, destinato alla centrale E.P. produzione di Tavazzano (Lodi), è giunto al porto di Cremona dopo essere partito via nave da Genova. La nave ha circumnavigato […]

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15 Novembre 2022
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Tre spedizioni eccezionali che sono state portate a compimento nell’ultimo mese hanno esaltato la vocazione portuale dello scalo fluviale interno di Cremona.

A metà ottobre un generatore di 338 tonnellate, destinato alla centrale E.P. produzione di Tavazzano (Lodi), è giunto al porto di Cremona dopo essere partito via nave da Genova. La nave ha circumnavigato l’intera penisola fino al porto di Marghera, qui il generatore è stato trasbordato su chiatta e ha raggiunto Cremona. Successivamente è stato trasferito, tramite sollevatore portuale, sul convoglio stradale per raggiungere la centrale di Tavazzano. Dieci giorni dopo il nucleo di un trasformatore pesante di 135 tonnellate prodotto per conto di Hitachi Energy è stato trasferito da Legnano (Milano) al porto di Cremona per poi raggiungere Ferrara per le acque interne. Il 31 Ottobre altri due carichi imponenti sono stati imbarcati sulla medesima chiatta destinata a Marghera: un anello dal peso di 117,2 tonnellate proveniente da Rho per il cliente tedesco Kahl&Jansen e un forno inceneritore dal peso di 160 tonnellate con destinazione finale Stati Uniti, per il cliente Fema Engineering.

Manufatti di carpenteria metallica di grandi dimensioni, che incontrano, proprio per queste loro caratteristiche, divieti o notevoli limitazioni sulla viabilità ordinaria ed impossibilità di circolazione sulla rete ferroviaria, per i quali la via d’acqua può rappresentare l’unica modalità di trasporto. Inoltre, il limitato pescaggio richiesto dalle chiatte consente di navigare per quasi tutti i periodi dell’anno.

“Il porto di Cremona conferma la propria vocazione a essere nodo logistico trimodale (strada, ferro, acqua) per la movimentazione delle merci. In particolare è punto di riferimento quale terminale privilegiato per i trasporti eccezionali provenienti e/o destinati all’area milanese e al nord della Lombardia” ha commentato il presidente della Provincia di Cremona (ente responsabile dell’infrastruttura), Paolo Mirko Signoroni.

“Dal porto i carichi partono e, percorrendo il fiume Po e poi il canale Fissero-Tartaro Canal Bianco, arrivano a Venezia o ad altri porti dell’Adriatico per essere imbarcati sulle navi marittime e raggiungere le proprie destinazioni in tutti i continenti. Nonostante le difficoltà della navigazione sul fiume Po per l’eccezionale siccità di questo periodo, appena le condizioni minime di pescaggio l’hanno consentito, e risolte alcune criticità di accesso al porto, grazie alla collaborazione tra gli uffici della Provincia e dell’Aipo, sono ripresi i traffici per questa tipologia di merci. Stiamo parlando di merci speciali dal grande valore e dall’impatto economico significativo dato che la loro destinazione finale è molto spesso orientata allo sviluppo del sistema energetico e/o infrastrutturale del paese”.

Secondo Signoroni “la collocazione del porto di Cremona a ridosso delle zone dove queste merci vengono prodotte e/o destinate, il collegamento dell’infrastruttura ad una rete viaria senza particolari ostacoli, fanno di Cremona la loro base logistica privilegiata, tanto da far sì che la Fagioli spa, leader mondiale nel campo della logistica dei carichi eccezionali, abbia scelto il porto di Cremona come proprio terminal. Grazie alla Fagioli spa il nostro porto è diventato l’infrastruttura di riferimento per questa tipologia di trasporto, con notevoli benefici per il traffico, l’usura del manto stradale e l’inquinamento atmosferico. Ci sono tutte le condizioni perché il trasporto fluviale, almeno per questa tipologia merceologica, possa ulteriormente svilupparsi nell’immediato futuro e comunque si auspica che i già previsti interventi di Aipo lungo il corso del fiume possano favorire la navigazione per altre tipologie merceologiche”.

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