L’interporto di Prato punta a gestire 500 treni nel 2026
Il nodo intermodale, che a breve inaugurerà 140 stalli di sosta, chiude un anno di crescita e chiede più attenzione ai soci
L’Interporto Toscana Centrale chiude un 2025 di sviluppo e crescita, segnato dal potenziamento del terminal di Gonfienti e dal completamento di alcune iniziative di punta.
Tra questi, segnala in una nota la società, figurano il progetto Elodie, avviato nel 2022 dagli interporti italiani per efficientare i sistemi di digitalizzazione dei processi e dello scambio dati. L’Interporto di Prato “è stato il primo a testare sia a livello ministeriale che europeo il nuovo software, ottenendo la certificazione di sistema”, spiega la società. Di fatto la nuova digitalizzazione del nodo toscano “consente una nuova gestione dei varchi d’accesso, il riconoscimento targhe, il monitoraggio avanzato del traffico interno, la pre-registrazione degli accessi, nuovi servizi per le aziende che operano all’interno dell’infrastruttura, e la capacità di dialogo con tutti gli altri nodi italiani ed europei creando un sistema interoperabile”.
Potranno essere inaugurati a breve, inoltre, i tre nuovi parcheggi e le due aree di sosta riqualificate, per complessivi 140 stalli. L’interporto ha completato i relativi lavori, nell’ambito del progetto ‘Soste Sicure’, con un intervento del valore di 4 milioni di euro. “Stiamo aspettando la visita dei commissari europei per l’ultima validazione dei lavori – sottolinea il presidente della società, Francesco Querci. “Di fatto manca solo il collaudo, per poi procedere con l’inaugurazione degli spazi.
Altro elemento di crescita dell’Interporto della Toscana Centrale è rappresentato dal terminal ferroviario. Nel 2025 è stato completato il collegamento su rotaia con i porti di riferimento, quelli di La Spezia e Livorno, e sono stati gestiti 330 treni merci. La previsione è di arrivare a 500 circolazioni nel 2026. Da Prato passa già peraltro il trasporto delle terre di scavo dei lavori per l’alta velocità a Firenze.
Un altro punto interessante del 2025 dello scalo è stato il riconoscimento quale infrastruttura di interesse nazionale, offerto ai 25 interporti italiani esistente dalla nuova legge quadro di settore.
Anche alla luce di questi traguardi, Interporto Toscana Centrale auspica per il futuro di acquisire maggiore rilevanza agli occhi dei soci. Tra loro il Comune di Prato (41,5%), Regione Toscana (12,5%), Banca popolare di Vicenza (18,2%) e le Camere di Commercio di Prato e Firenze (ognuna con l’11,4%). “Alla luce di questi progetti e di questi progressi – ha evidenziato Querci – “auspichiamo che i soci prendano sempre più coscienza del ruolo che sta assumendo l’Interporto di Prato in Europa”.
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