Verso la rottura la jv tra Poste Italiane e Dea Capital Re nell’immobiliare logistico
La decisione sarebbe stata presa dal gruppo a seguito dei rilievi mossi da Bankitalia alla società in materia di antiriciclaggio
Poste Italiane avrebbe intenzione di sciogliere la joint venture Patrimonio Italia Logistica, costituita lo scorso anno con Dea Capital Real Estate Sgr allo scopo di gestire e trasformare il suo patrimonio immobiliare.
È quanto si evince da un articolo pubblicato oggi su Mf – Milano Finanza, che ha seguito passo dopo passo le vicende della newco.
Il passo indietro, spiega la testata, troverebbe motivazione nel faro puntato da Banca d’Italia su Dea Capital Real Estate per alcune carenze riscontrate in materia di antiriciclaggio. A fine aprile l’istituto aveva emesso un provvedimento a carico della Sgr sollevando alcuni rilievi e chiedendo interventi su diversi fronti, tra cui il rinnovo degli organi di governo, ora in via di definizione (il nuovo presidente è già stato individuato, nella persona di Giancarlo Scotti, mentre per il ruolo di Ceo sarebbero in pole position Sergio Iasi e Franco Lombardo).
Secondo Mf, il procedimento di Banca d’Italia lascia però anche campo libero a Poste Italiane per un divorzio indolore (ovvero senza penali) dalla controllata di DeAgostini. Poste, scrive la testata, avrebbe già preso una decisione in questo senso, con l’intenzione di revocare il mandato di gestione a Dea Capital Re. Le strade che potrebbero aprirsi ora sarebbero quindi quella della assegnazione a Generali Real Estate, seconda classificata nella gara avviata nel 2024, oppure l’avvio di una nuova procedura per individuare il socio.
Come noto, il piano The Connecting Platform di Poste Italiane, presentato nel 2024 e volto a fare del gruppo un operatore logistico a tutto tondo, aveva tra i passaggi chiave proprio la costituzione di una joint venture allo scopo di valorizzare e trasformare, anche in ottica Esg, gli edifici dedicati ad attività logistiche, tramite il conferimento del 50% del relativo patrimonio immobiliare A questo scopo Poste aveva quindi avviato una gara, ricevendo offerte vincolanti da Kryalos, Generali Real Estate, Coima e appunto Dea Capital. La procedura di selezione aveva successivamente assottigliato la rosa di operatori in corsa, fino a lasciare in gara, oltre a Dea la sola Generali. Nel febbraio dello scorso anno infine si era concretizzato l’avvio della joint venture con Dea, a quel punto unica rimasta in pista. Nell’iniziativa erano stati successivamente coinvolti anche il gruppo Fbh e Prologis.
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