Germania, Francia e Austria le prime mete estere dell’ortofrutta italiano
Secondo le stime di Fruit Logistica nel 2025 le sue vendite estere dovrebbero aver raggiunto i 2,541 milioni di tonnellate di frutta e 911mila tonnellate di ortaggi

Nel 2024 l’Italia si è classificata al secondo posto tra i produttori europei di ortaggi con 12,4 milioni di tonnellate, seconda solo alla Spagna con 13,1 milioni (al terzo posto la Polonia con 5,5 milioni). La stessa posizione è stata conquistata dalla Penisola anche nel segmento frutta, dove con 11,1 milioni di tonnellate è arrivata nuovamente dopo la Spagna (13,1 milioni di tonnellate), ma prima della Grecia (4 milioni di tonnellate).
Se per questo segmento le stime dicono che anche nel 2025 raggiungerà il secondo posto (con produzione per 10,6 milioni di tonnellate), per quel che riguarda il solo comparto degli ortaggi l’Italia dovrebbe invece riuscire a superare la sua rivale totalizzando una produzione di 13 milioni di tonnellate (Madrid dovrebbe fermarsi a 12,493 milioni).
Lo dicono i dati contenuti l’ultimo European Statistics Handbook 2026 pubblicato dagli organizzatori della fiera Fruit Logistica che si è svolta a Berlino nei giorni scorsi, che offrono anche diversi interessanti spaccati sulle esportazioni di settore.
Per quel che riguarda la frutta, nel 2025 le sue esportazioni dovrebbero ammontare a 2,541 milioni di tonnellate, volume che la collocherebbe al terzo posto europeo dopo Spagna (6,764 milioni) e Paesi Bassi (4,381 milioni). Guardando agli ortaggi, con un volume di vendite estere pari a 911mila tonnellate, nel 2025 dovrebbe avere ottenuto il quarto posto dopo Paesi Bassi (5,3 milioni di tonnellate), Spagna (5,05 milioni) e Francia (978mila tonnellate).
Ma dove di dirige la produzione ortofrutticola italiana che varca i confini del paese? Germania (con 1,049 milioni di tonnellate), Francia (343mila tonnellate), Austria (199mila) sono state le tre prime destinazioni estere nel 2024, secondo l’analisi. I posti successivi sono occupati da Spagna (174mila), Polonia (171mila) e Svizzera (148mila), mentre le altre mete Ue contano per 810mila tonnellate. L’export ortofrutticolo destinato a paesi extra Ue vale invece 686mila tonnellate.
Campionesse delle esportazioni di settore restano ancora le mele. Sono pari a 1,105 milioni di tonnellate quelle che si sono dirette all’estero lo scorso anno (erano 902mila tonnellate nel 2023). Al secondo posto, guardando alla sola frutta, l’uva da tavola (360mila tonnellate quelle esportate), seguita da angurie (305mila tonnellate), kiwi (260mila tonnellate), arance (120mila), pesche e nettarine (105mila).
Tra gli ortaggi, il primo posto è della lattuga (210mila tonnellate), seguita da cavolfiori e broccoli (95mila tonnellate), carote (80mila tonnellate) e pomodori (pure 80mila tonnellate).
Da rilevare infine che secondo il report, negli anni tra 2015 e 2024 le esportazioni italiane di frutta fresca hanno nel complesso subito un calo (-2%), ma all’interno della categoria alcune produzioni hanno incrementato i volumi ceduti all’estero. Tra queste, quelle di avocado (+16%), mango (+11%), mirtilli (+9%), banane e ananas (+5%).
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