A Sda appalti per 380 milioni dalla Struttura Commissariale del Generale Figliuolo

Hanno un valore di circa 380 milioni di euro gli appalti assegnati finora dalla Struttura Commissariale per l’emergenza Covid-19 (prima sotto la gestione di Domenico Arcuri, poi sotto quella del Generale Francesco Paolo Figliuolo) a Sda Express Courier.
Lo si apprende tra le righe da una determina (la numero 159 del 2021) con la quale la stessa Struttura ha deciso di sottoscrivere, con la controllata di Poste Italiane, un nuovo contratto finalizzato a coprire per l’intero 2022  ‘attività di trasporto merci e servizi complementari’ del valore stimato di 130 milioni di euro, e nella quale sono anche richiamati alcuni accordi raggiunti nei mesi precedenti.

Diversi i punti di interesse del documento, ma anche gli interrogativi che lascia aperti.

Andando con ordine, il testo come detto elenca i vari accordi raggiunti tra la Struttura e Sda dalle prime fasi dell’emergenza sanitaria. Il primo è quello risalente al maggio 2020 e stipulato a seguito di una procedura negoziata, che si è rivelato ex post avere un valore di circa 150 milioni di euro e che pure aveva come oggetto ‘attività di trasporto merci e servizi complementari’. A questo primo accordo sono seguite varie ripetizioni di contratto, precisamente da 30 milioni (dicembre 2020), da 40 milioni (nel febbraio 2021) e da 150 milioni (nel giugno 2021, a coprire le attività svolte fino alla fine dello scorso anno). A questi contratti va ora sommato l’ultimo, del valore di 130 milioni, che coprirà le attività del 2022 (stipulato con una riduzione tariffaria rispetto ai precedenti, da 0,8 a 0,73 euro/m3 al giorno), per un totale quindi di 380 milioni di euro di appalti dal 2020 a oggi.

Come accennato sopra, su queste intese restano però diversi punti di domanda.
Il primo riguarda quali siano nel dettaglio le attività che lo staff del Generale Francesco Paolo Figliuolo ha deciso di affidare a Sda – il testo al riguardo è piuttosto parco di dettagli –  e se tra queste sia compresa anche la consegna dei vaccini anti Covid-19, attività che il corriere aveva iniziato a svolgere ‘pro bono’ nel febbraio dello scorso anno attirando a sé le critiche di diversi operatori specializzati.

Nei mesi scorsi la conclusione di alcune procedure negoziate avviate dalla Struttura Commissariale con operatori logistici del settore pharma era parsa suggerire che dopo le fasi più acute dell’emergenza (in cui le consegne dei preparati erano state affidate appunto al corriere espresso di Poste) si fosse deciso per un cambio di rotta, con un implicito riconoscimento dei rilievi posti dagli stessi operatori rispetto alla necessità garantire più elevati standard di sicurezza e qualità nella distribuzione dei preparati.

Il fatto che però nel frattempo la controllata di Poste Italiane stia continuando a svolgere questa attività (solo ieri comunicava di essere pronta a effettuare la distribuzione della “prima fornitura di oltre 600mila dosi per il 2022 attraverso l’impiego di 35 furgoni speciali”) lascia ora invece intendere che la Struttura Commissariale abbia piuttosto optato per una gestione ‘mista’, non è chiaro per quali motivi. Nella stessa determina, come detto piuttosto scarna rispetto alle attività in oggetto, si dice comunque che il contratto è volto ad “assicurare la continuità del servizio di movimentazione dei vaccini e dei materiali finalizzati a garantire la più elevata risposta all’emergenza sanitaria”. Il secondo interrogativo riguarda l’entità (volumi e relativi compensi) di questa eventuale attività, che appunto pare essere ricompresa nel più ampio appalto per il 2022.

Il terzo nodo riguarderebbe invece le modalità dell’assegnazione del contratto, ma qui è la stessa Struttura a spiegare di avere previsto in questo caso un affidamento diretto perché le “tempistiche di approvvigionamento e quantità definite” non sarebbero compatibili con una procedura concorsuale, sia per il carattere di “somma urgenza” sia perché nei magazzini di Sda già giace una ingente quantità di materiale stoccato che sarebbe “antieconomico e logisticamente insostenibile” spostare.

Francesca Marchesi

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