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Ricerche & Studi

Nuova scivolata dei noli contract per spedizioni container: -9,4% a giugno

Preoccupa il forte declino del corridoio di export dal Far East: “Chiaro segnale dell’indebolimento della domanda dai principali mercati occidentali”

di REDAZIONE SUPPLY CHAIN ITALY
29 Giugno 2023
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Il mese di giugno non è ancora terminato, ma secondo la società di analisi Xeneta finora ha già mostrato un nuovo, significativo, calo delle tariffe dei contratti per il trasporto via mare di container.
Dopo il -27,5% di maggio, questa volta si tratta di un declino è più contenuto, pari al -9,4% mese su mese, che porta però il livello medio dei prezzi fissati negli accordi di trasporto a un valore inferiore del 47,2% a quello di soli tre mesi prima. Dall’inizio dell’anno, invece, questo risulta sceso del 51,7% e arrivato a un nuovo picco negativo, il 23esimo consecutivo.

Una discesa di questo tipo in soli tre mesi è già di per sé “altamente inusuale”, ma in aggiunta – ha commentato Peter Berglund, a capo degli analisti di Xeneta – la perdurante domanda debole, le incertezze macro-economiche e geopolitiche e il crescente eccesso di capacità rendono difficile capire quando la tendenza si potrà invertire, perlomeno nel breve periodo.

Guardando ai singoli corridoi marittimi più da vicino, secondo la società si nota come a perdere più terreno, sul fronte dei noli ‘contrattati’, siano proprio quelli più ‘forti’. Questo vale ad esempio per le rotte in uscita dal Far East, i cui contratti cedono il 65,3% del loro valore dal dicembre 2022. Perdite via via minori, ma comunque consistenti, sono poi quelle per l’import negli Usa (-56,3% dall’inizio dell’anno) e in Europa (-46,2%), mentre le rotte in uscita dal Vecchio Continente cedono ‘solo’ il 38,3%. Unico corridoio che ora sta mostrando una tendenza inversa, secondo Xeneta, è quello per i trasporti via mare dalla costa orientale del Sud America verso la Cina, i cui contratti registrano una crescita dell’11% mese su mese a giugno.

Al di là di alcune tratte specifiche, però, Xeneta ha detto di avere registrato a giugno declini delle tariffe su import ed export per tutte le regioni considerate. In particolare nel mese i contratti di trasporto container verso l’Europa perdono il 9,4%, mentre quelli in export scendono del 5,1% mese su mese. Rispetto a maggio le tariffe per le esportazioni ‘sotto contratto’ dal Far East sono invece calate del 13,9%, mentre sulla rotta di ritorni il declino più contenuto, pari al -4,3%.

All’orizzonte però sono pochi i segnali che possano far ben sperare in una ripresa nel breve periodo. Tra questi c’è il lieve rialzo dei volumi delle esportazioni dagli Usa (+1,8% nei primi quattro mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2021) e il calo molto contenuto, nello stesso intervallo di tempo, delle importazioni in Europa (-1,1%).

A gettare ombre ampie sull’andamento del mercato è però l’andamento del livello dei contratti per il trasporto via mare di container in uscita dal Far East, dove, dopo cali inferiori al 10% nei mesi tra febbraio e aprile, negli ultimi due mesi si sono visti invece declini a doppia cifra. “Questa è una chiara indicazione dell’indebolimento della domanda dai principali mercati occidentali e un presagio preoccupante per i principali attori di questo corridoio segmento, che evolve sempre a ritmo velocissimo”.

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