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Allarme da Sogese: l’Europa va verso una minore disponibilità di container

I depositi nel Vecchio Continente restano congestionati ma le compagnie di navigazione stanno attivamente riposizionando l’equipment verso i mercati di origine

di redazione SUPPLY CHAIN ITALY
6 Maggio 2026
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Zim Monaco (Zim) – prua portacontainer NC 9925

Il mercato globale dei container sta entrando in una nuova fase di riequilibrio, con i flussi di attrezzature che cominciano a invertire direzione mentre le compagnie di navigazione accelerano il riposizionamento verso l’Asia. Questo cambiamento dovrebbe portare a una riduzione della disponibilità di container in Europa nel breve termine, tanto più se e quando la domanda e i prezzi aumenteranno nei porti di origine.

A formulare queste previsioni in un rapporto appena pubblicato è la società Sogese guidata da Andrea Monti, aziende con sede a Livorno fornitore di container. “Ciò che stiamo osservando nel mercato è un chiaro cambiamento direzionale nei flussi di container. I depositi in tutta Europa restano congestionati, mentre i prezzi e i segnali di domanda in Cina si stanno rafforzando. Le compagnie di navigazione stanno attivamente riposizionando le attrezzature verso i mercati di origine, e questo è probabile che riduca i livelli di stock europei nel breve termine, in particolare per i 40HighCube, man mano che produzione e domanda torneranno ad allinearsi” ha spiegato Monti.

L’analisi di Sogese afferma che, per gran parte del 2026 finora, l’Europa è stata caratterizzata da elevata congestione nei depositi e da tempi di sosta prolungati, creando la percezione di una sovra offerta. Il rapporto mostra che questo surplus sta ora venendo attivamente corretto.

“Le compagnie di navigazione stanno infatti privilegiando strategie di riposizionamento che spostano i container verso i mercati di origine, in particolare la Cina, dove l’attività produttiva e la domanda mostrano un rinnovato slancio” scrive Sogese. Secondo cui “ciò dovrebbe ridurre gradualmente i livelli di stock in tutta Europa, con un impatto più marcato sui container high-cube (40HC), fondamentali per i traffici a lungo raggio. Al tempo stesso, i cicli di transito più lunghi, le strozzature nel trasporto interno e la congestione negli hub intermedi stanno rallentando il rientro delle attrezzature in circolazione attiva, amplificando l’impatto del riposizionamento in uscita”.

Lo shortage di box in Europa è determinato dalle modalità con cui i container si muovono nel sistema. I tempi di transito estesi, i ritardi nelle operazioni portuali e le interruzioni in alcune linee marittime stanno aumentando il tempo necessario affinché le attrezzature completino ogni ciclo. “Con l’accelerazione del riposizionamento, è previsto che emergano vincoli di disponibilità anche mentre l’utilizzo dei depot rimane elevato. Questo crea una disconnessione tra i livelli di stock visibili e l’accesso reale a contenitori utilizzabili” sottolinea l’azienda.

Al di là degli squilibri regionali, il rapporto di Sogese evidenzia un cambiamento più profondo in corso nelle reti di spedizione globale. “Le perturbazioni si sono spostate a monte nei servizi mainline Asia–Europa, dove routing, programmazione e dispiegamento di capacità vengono continuamente adeguati” è scritto nel report. “I tempi di transito più lunghi e i ritardi portuali prolungati stanno aumentando i cicli dei container, rendendo l’efficienza temporale un vincolo determinante sulla capacità effettiva. Al tempo stesso, i prezzi del nolo sono sempre più influenzati dall’esposizione al rischio — inclusi costi del carburante, premi assicurativi e decisioni di rerouting — piuttosto che dalle tendenze di domanda sottostanti”.

In Italia la disponibilità di container mostra volumi stabili e pressioni crescenti. “I ritardi negli arrivi delle navi, i tempi di attesa prolungati nei porti e le incongruenze nella disponibilità delle attrezzature stanno incidendo sull’efficienza operativa. Al tempo stesso, cicli di spedizione più lunghi e incertezze sui tempi di consegna stanno cominciando a influire sui cicli di pagamento e sul capitale circolante, in particolare per le imprese più piccole che operano con margini finanziari ridotti” è il monito.

Secondo la società di vendita di container “le pressioni sulla disponibilità sono destinate a emergere prima che la congestione si allenti visibilmente. Gli esportatori e gli operatori logistici in tutta Europa si troveranno presumibilmente ad affrontare un accesso ridotto ai container nelle finestre di picco, tempi di attesa più lunghi per assicurarsi le attrezzature e una maggiore variabilità nella pianificazione e nell’esecuzione”.

N.C.

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