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Saporetti (LivaNova): “Grazie alla pianificazione, nessun problema dalla carenza globale di semiconduttori”

La pianificazione accurata e lungimirante come chiave per una gestione della supply chain globale, anche in epoca pandemica e persino ‘sotto’ la scadenza del 15 ottobre, data che ha sancito l’obbligatorietà del Green pass per i lavoratori anche del settore privato. A porre l’accento su questa sfera di competenze è stato Luca Saporetti, Vice President, […]

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19 Ottobre 2021
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La pianificazione accurata e lungimirante come chiave per una gestione della supply chain globale, anche in epoca pandemica e persino ‘sotto’ la scadenza del 15 ottobre, data che ha sancito l’obbligatorietà del Green pass per i lavoratori anche del settore privato.

A porre l’accento su questa sfera di competenze è stato Luca Saporetti, Vice President, Global Supply Chain & Site Leader di LivaNova, a margine del convegno di presentazione della ricerca di Randstad sul nuovo ruolo del supply chain director andato in scena la scorsa settimana a Milano. Quotata al Nasdaq, LivaNova è una multinazionale che produce medical device, nata dall’unione tra la statunitense Cyberonics e l’italiana Sorin, nella Penisola presente con uno stabilimento situato a Mirandola.

Un business, il suo, che come altri avrebbe potuto essere colpito severamente dalla carenza di microchip, utilizzati nel processo produttivo. “Pur utilizzando anche noi semiconduttori, siamo riusciti a non avere interruzioni nella produzione perché prevedendo questo fenomeno abbiamo aumentato le scorte” spiega però Saporetti, per il quale la capacità di pianificazione strategica dell’azienda si è osservata anche nella recente implementazione di una nuova versione di Sap Demand a livello mondiale, il cui progetto era però appunto partito per tempo, e cioè due anni e mezzo fa.

Anche per quel che riguarda l’altra grande criticità (in questo caso tutta italiana) di questi giorni, e cioè quella connessa alla introduzione dell’obbligatorietà di Green Pass, in particolare per gli autisti, la società aveva giocato d’anticipo predisponendo un piano B che comprende l’allestimento di due aree ‘buffer’ e una procedura che prevede, in caso di autista sprovvisto di certificato, che questo predisponga la relativa presentazione della documentazione in formato elettronico, con il ritiro della merce a carico di addetti interni all’azienda. Il rischio in questo caso, evidenzia Saporetti, è nell’eventuale difformità tra quanto atteso e quanto presente, che comporterebbe un rallentamento dell’iter. “Ma in questo caso confidiamo nella serietà dei nostri fornitori e nel rapporto di fiducia che abbiamo con loro per poter gestire anche queste situazioni”.

La presenza di relazioni umane con i fornitori e non solo basate sul prezzo, il cui valore è stato sottolineato nella ricerca di Randstad da diversi Supply Chain Director come elemento decisivo nella gestione della catena logistica ‘sotto pandemia’, è stata anche secondo Saporetti centrale in questi mesi, anche per assicurarsi capacità di trasporto.

“Riscontriamo naturalmente anche noi noli marittimi molto elevati e difficoltà nel trovare spazio in stiva per i nostri container. C’è da considerare che i nostri prodotti sono poco voluminosi, non abbiamo necessità di grandi capacità, pertanto solitamente ci avvaliamo di broker/spedizionieri per acquistare lo spazio sulle navi. Con questi fornitori abbiamo stabilito rapporti ‘umani’ e proprio questo elemento è stato a mio avviso fondamentale per permettere che i trasporti fluissero comunque senza difficoltà. Sicuramente anche noi scontiamo ritardi nelle consegne, ma va detto che per un prodotto come il nostro una variazione di +/- 2 giorni rispetto al giorno del previsto arrivo della nave in porto non è un problema. E i ritardi nelle consegne si verificano peraltro anche nel trasporto per via aerea, di cui pure ci serviamo”.

Le difficoltà di cui si è discusso in questi mesi, insomma, secondo Saporetti non hanno messo in difficoltà LivaNova e in generale sono qualcosa che si può fronteggiare con una pianificazione strategica e attenta. Ciò però non significa che nel settore della logistica non ci siano criticità degne di nota: “Il vero problema, quello su cui vorrei puntare l’attenzione, è quello che riguarda gli autisti. Si tratta di un tema non solo italiano ma europeo, come visto ad esempio nel Regno Unito, e ha a che fare con la mancata attrattività della professione per i giovani italiani, anche a fronte ormai di stipendi di tutto rispetto. Il conseguimento della Carta di Qualificazione è troppo costoso, il Governo dovrebbe offrire incentivi in questo senso”.

F.M.

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