‘Nulla osta’ dell’Antitrust all’operazione Poste Italiane – Plurima

Luce verde dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato all’acquisizione della maggioranza di Plurima da parte di Poste Italiane. Venuta alla luce lo scorso gennaio e ufficializzata nel mese di marzo, l’operazione è infatti passata indenne dalla valutazione preliminare dell’authority, che ha ritenuto di non avviare una istruttoria.

Come in parte già rivelato dalle due interessate, questa consisterà nell’acquisizione, da parte di Poste Italiane, del controllo di Plurima (nonché delle sue controllate Bridge Technologies e Logos), il cui capitale a oggi risulta detenuto per il 68,6% da Opus Srl (al 100% della famiglia Marconi), per il 17,9% da Siparex Investimenti 2 Sicaf Spa e per il 13,5% da Siparex MidCap, per un corrispettivo basato su un enterprise value complessivo di 130 milioni. Nel concreto, l’operazione sarà realizzata con la costituzione di una newco il cui capitale sarà infine detenuto al 70% di PI e al 30% di Opus. Il contratto tra le due parti include inoltre un obbligo di non concorrenza della durata di tre anni sul territorio italiano per la stessa Opus.

Nella sua disamina, l’Agcm ha posto sotto la sua lente quelli che ha identificato come i servizi interessati dall’operazione – ovvero quelli di logistica integrata, di gestione documentale e d Information Technology – giungendo per tutti e tre alla conclusione che l’operazione non avrà effetti pregiudizievoli per la concorrenza.

Per quanto riguarda in particolare l’ambito più ampio servizi di logistica integrata, l’Antitrust ha infatti valutato che, considerato il perimetro nazionale del mercato, la quota aggregata delle parti sarà inferiore all’1%.

Anche limitando l’analisi ai servizi logistici di ambito sanitario-ospedaliero, secondo l’Agcm la conclusione sarà la stessa dato che “Poste Italiane non è ad oggi presente in tale segmento”, mentre la quota di mercato di Plurima viene invece stimata in un 10-15% per le attività in outsourcing e in un intervallo tra l’1 e il 5% per quelle svolte in house.
Da rilevare che la valutazione tralascia di menzionare l’attività svolta recentemente da Poste Italiane nella consegna dei vaccini anti-Covid così come l’accordo raggiunto dalla società con Pharmap per la consegna a domicilio di farmaci in 22 città italiane, sebbene entrambe probabilmente attività non così rilevanti o strutturali da poter modificare l’esito della valutazione.

Secondo quanto comunicato al momento dell’annuncio dell’operazione, Plurima opera attraverso 41 strutture logistiche e una flotta di circa 300 veicoli. Nel 2021 ha generato ricavi per 57 milioni di euro e circa 10 milioni di Ebitda.

F.M.

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