Sempre più imprevedibile l’offerta di stiva container sulle rotte Asia – Med
Sea-Intelligence rileva un forte aumento della volatilità, all’origine delle frequenti congestioni portuali

La capacità dislocate settimanalmente sulle linee di trasporto marittimo di container è sempre meno stabile. Lo ha rilevato Sea-Intelligence, riconducendo alla crisi pandemica l’inizio di questa fase di maggiore imprevedibilità, origine spesso di persistenti problemi di congestione portuale. Sebbene i servizi offerti dai liner debbano in teoria offrire un contesto di prevedibilità alla clientela, la realtà, secondo gli analisti, è quella di un frequente ricorso a blank sailing (cancellazione viaggi nave), partenze posticipate e variazioni della capacità delle navi impiegate, in particolare sulle tratte tra Asia ed Europa.
L’analisi di Sea intelligence ha quindi calcolato, per questo fattore, la deviazione standard su una finestra mobile di 52 settimane, la quale evidenza un drastico cambiamento strutturale dal 2020 a oggi. Sulle tratte Asia – Nord Europa, in particolare, la volatilità media della capacità dislocata settimanalmente negli anni tra il 2011 e il 2019 risultava del 12,3%, collocandosi perlopiù nell’intervallo 10-15%. Il valore risulta più che raddoppiato nel periodo 2021 – 2025, attestandosi al 29,6%. Analoghi risultati, sottolinea Sea Intelligence, sono stati ottenuti dalle analisi delle rotte Asia – Mediterraneo.
Meno pesante la variazione osservata invece sulle tratte transpacifiche, dove la volatilità settimanale media è passata dal 20% del pre-pandemia all’attuale 30%.
Secondo Sea – Intelligence proprio questa instabilità dei flussi è all’origine dei persistenti problemi di congestione che si osservano nei porti europei.
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