No allo sviluppo nel cargo per l’aeroporto di Parma
L’Ad di Sogeao, società di gestione dello scalo, ha scartato nettamente questa possibilità
La possibilità di uno sviluppo futuro nel cargo per l’aeroporto di Parma è stata spazzata via da Michele Bufo, amministratore delegato di Sogeap, società di gestione dello scalo emiliano che oggi vede come partner Apollo, soggetto nato su iniziativa di imprenditori locali, Parma Aeroporto, che fa riferimento all’Unione Parmense degli Industriali, e il gruppo canadese Centerline.
In una intervista a ParmaDaily, il manager, che ha fatto il punto sui nuovi progetti per lo scalo, ha categoricamente escluso che questa strada possa essere percorsa. “Il cargo richiederebbe un sistema infrastrutturale di supporto di cui Parma non dispone” ha affermato Bufo, segnalando la presenza “nelle vicinanze” di uno scalo già dedicato esclusivamente alle merci quale Brescia.
Esce quindi nuovamente dal dibattito la possibilità di una declinazione nelle merci per il Giuseppe Verdi, un tema che negli ultimi anni è tornato periodicamente sulla scena. In particolare nel 2023 il Consiglio comunale della città di Parma aveva approvato il nuovo nuovo masterplan 2018-2025 elaborato da Sogeap insieme a Enac. Secondo i dettagli svelati all’epoca Parma Today, il progetto prevedeva un allungamento di oltre 500 metri della attuale pista (da 2.124 a 2.640 metri), anche con l’obiettivo di consentire l’avvio delle attività merci, nonché la realizzazione di un polo, un nuovo piazzale e un nuovo magazzino (di cica 5.100 metri quadrati), che insieme si estenderanno su circa 61 mila metri quadrati. Con il completamento di queste opere, il Masterplan stimava che nel 2025 potranno essere gestiti dall’aeroporto Giuseppe Verdi di Parma 551 voli cargo, in media 1,5 al giorno, per movimentazioni pari a 22 mila tonnellate di merci.
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