L’interporto di Nola punta a 100mila Uti movimentate nel 2026
Nello scalo campano si insedierà presto Kuehne Nagel con magazzini per 15mila metri quadrati
Nel 2025 l’interporto di Nola ha movimentato nel suo terminal intermodale 2.000 treni, il 50% in più rispetto all’anno prima. Le Uti (unità di trasporto intermodale) gestite sono parallelamente cresciute del 52%. Anche per il 2026 la società di gestione attende una nuova crescita, con l’attivazione stimata di 3.000 treni, per circa 100mila Uti movimentate complessivamente nel terminal intermodale. Stabile invece il traffico di merce su gomma, nel 2025, attestatosi a circa 5,551 milioni di tonnellate. Un’altra novità interessante per l’anno in corso sarà l’arrivo nel polo di Kuehne Nagel, con magazzini logistici per circa 15mila metri quadrati.
“Siamo molto fiduciosi riguardo alla crescita del traffico intermodale nei prossimi anni. Il completamento dei lavori di Rfi sulla rete nazionale creerà le condizioni per un forte aumento del traffico” ha evidenziato Claudio Ricci, Ad di Interporto Campano, al riguardo ricordando i piani di sviluppo del Nola Business Park che fanno leva sulla Zes unica meridionale. “La strategia si basa sulla crescita delle attività light industrial, commerciali e produttive” ha aggiunto. “C’è una grande richiesta di spazi immobiliari, collegata anche allo sviluppo dell’e-commerce”.
Tra i punti di forza dell’interporto, ha sottolineato Lucio Punzo, Ad di Tin (Terminal Intermodale Nola), oltre ai collegamenti intermodali, via strada, con Napoli e Salerno, ci sono i collegamenti intermodali sviluppati in primis da Gts – “primo operatore a credere fortemente nelle potenzialità e nella qualità dei servizi che offriamo” – così come i treni attivati da Msc. “A questi vanno aggiunti altri operatori, quali Cfi, Fhp group, Multilog e Stante, che opera con la Polonia”.
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