Forte flessione (-6,1%) per l’export italiano extra Ue a gennaio
Per la metà il calo è determinato dalle minori vendite verso Usa e Uk
Il 2026 si apre con una netta flessione per le vendite estere italiane concluse fuori dai confini della Unione Europea.
Secondo l’ultimo aggiornamento Istat, queste sono infatti calate del 6% (a dicembre 2025 l’andamento era stato positivo, per +5,1%), per via delle minori vendite di energia (-38,0%) e beni strumentali (-15,1%), mentre sono risultate in aumento solo le esportazioni di beni intermedi (+5,3%). L’import registra una flessione anno su anno ancora più marcata (-14,0%), che riguarda tutti i raggruppamenti ed è più ampia per l’energia (-31,4%).
La contrazione interessa quasi tutti i principali paesi partner extra Ue27. I cali più ampi sono quelli verso i paesi Mercosur (-18,5%), Giappone (-16,2%), Regno Unito (-14,8%), paesi Asean (-7,1%) e Stati Uniti (-6,7%). Aumentano soltanto le esportazioni verso Svizzera (+15,3%) e Cina (+14,5%). Tirando le somme, l’istituto rileva che la flessione tendenziale dell’export extra Ue è per metà determinata dalla contrazione delle vendite dirette verso Stati Uniti e Regno Unito.
Relativamente alle importazioni, crescono quelle dai paesi Mercosur (+1,9%), mentre le altre risultano in calo. Le riduzioni tendenziali più marcate riguardano gli acquisti da paesi Opec (-31,8%), paesi Asean (-17,5%), Turchia (-17,2%) e Stati Uniti (-12,1%).
Rispetto al dicembre 2025, Istat rileva una flessione congiunturale per entrambi i flussi, più ampia per le importazioni (-3,9%) rispetto alle esportazioni (-1,9%).
La riduzione dell’export è dovuta alle minori vendite di energia (-12,6%), beni strumentali (-7,4%) e beni di consumo durevoli (-2,6%), mentre aumenta le vendite estere di beni di consumo non durevoli (+1,6%) e intermedi (+1,5%). Dal lato dell’import, infine, la contrazione congiunturale è spiegata dai minori acquisti di beni intermedi (-13,2%) ed energia (-6,8%).
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