A Lext Expo presentato un nuovo semirimorchio intermodale con cassa sostituibile
L’innovativo Oryx Max è stato realizzato per estendere il ciclo di vita del mezzo e il valore residuo dell’investimento. Già ordinati i primi 200 esemplari
In un contesto europeo caratterizzato da tratte sempre più lunghe e margini operativi ristretti, sottolinea una nota di Sicom, l’efficienza non si misura più solo sulla capacità di carico, ma sulla durabilità del capitale investito.
La principale innovazione tecnica di Oryx Max è nell’architettura che, a differenza dei modelli tradizionali monoblocco, ha la cassa imbullonata sul pianale: una soluzione ingegneristica che permette di separare il ciclo di vita dei due componenti e consente di sostituire la sola cassa, in caso di danni gravi, usura precoce o necessità di rinnovo a fine ciclo, mantenendo in esercizio il pianale e la base del semirimorchio. Inoltre la soluzione permette di abbattere i costi di ripristino e di estendere sensibilmente la vita utile complessiva del mezzo. Il veicolo mantiene quindi una quotazione di mercato più elevata nel tempo, poiché l’investimento sul telaio non viene vanificato dal deterioramento della parte furgonata.
Progettato per massimizzare la produttività per singolo viaggio, Oryx Max ha un volume utile superiore a 99 m³ e può ospitare fino a 33 euro-pallet. Realizzato in acciaio ad alta resistenza, è conforme allo standard EN 12642 Code XL, garantendo i massimi requisiti di sicurezza del carico.
Sotto il profilo dell’intermodalità, il mezzo è pienamente compatibile con il profilo ferroviario P400 ed è predisposto per il trasporto marittimo, ed idoneo alle catene logistiche che integrano strada, ferrovia e nave.
Il lancio di Oryx Max, prosegue la nota di Sicom, avviene in un momento di ripresa per il comparto italiano, che nel 2025 ha stimato una crescita delle immatricolazioni del +15% (circa 15.000 unità).
Oltre al mercato interno, Sicom guarda con attenzione allo sviluppo nel medio periodo dei corridoi logistici tra Europa e Nord Africa. L’intensificazione dei traffici nel Mediterraneo — sostenuta anche da iniziative strategiche come il Piano Mattei — richiede mezzi capaci di operare in condizioni climatiche e operative sfidanti. “La robustezza strutturale e la facilità di manutenzione “per componenti” rendono Oryx Max una soluzione adatta a queste rotte transfrontaliere” sottolinea la nota della società.
“Oryx Max non nasce per inseguire il mercato, ma per accompagnarne l’evoluzione” ha dichiarato Roberto Marengo, amministratore delegato di Sicom. “È una risposta industriale concreta a un trasporto che oggi richiede mezzi affidabili, capienti e pronti a viaggiare lontano. La fiducia dei clienti, tradotta nei primi 200 ordini ricevuti, conferma la validità di questa nuova linea produttiva.”
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