Hugo Boss si affiderà meno al trasporto aereo
La casa di moda privilegierà quello via marea anche con l’obiettivo di incrementare i margini
Nel corso del 2025, Hugo Boss ha ridotto le spedizioni aeree privilegiando il trasporto marittimo, e intende fare lo stesso anche negli anni a venire. Lo si legge nell’ultimo annual report della casa di moda tedesca. “Ciò evidenzia il nostro impegno nel bilanciare l’efficienza dei costi con l’eccellenza operativa e con pratiche di approvvigionamento sostenibile”. Nel complesso, le misure, spiega il documento, continueranno a rafforzare le capacità operative aziendali e “contribuiranno positivamente all’evoluzione del margine lordo nei prossimi anni”.
Nel corso della conference call che ha seguito la pubblicazione del rapporto, riporta AirCargoNews, il responsabile finanziario e operativo Yves Müller più concretamente ha affermato che un ricorso maggiore al trasporto via mare potrebbe aiutare a incrementare i margini. Attualmente, ha aggiunto, la modalità aerea è utilizzata per una percentuale “a cifra singola”, ma in futuro dovrà rappresentare “una eccezione”
Nel documento diverso spazio è dedicato in generale alla logistica e ai rischi per le possibili interruzioni nel trasporto. Hugo Boss nel report segnala come possibili criticità ad esempio la potenziale carenza di capacità nel trasporto marittimo e aereo o di magazzino, che potrebbero tradursi in aumenti di costi ma anche in “ritardi significativi nella disponibilità dei prodotti”. Per il futuro, l’azienda ha ribadito la volontà di “ridurre il ricorso al trasporto aereo, garantendo al contempo la puntualità nella disponibilità dei prodotti”.
Riflettendo sullo scenario per il 2026, la casa di moda ha evidenziato il rischio che i conflitti in Medio Oriente possano compromettere le principali rotte marittime. “Sebbene al momento non siano previsti impatti rilevanti sulla disponibilità dei prodotti – ha aggiunto – non è possibile escludere del tutto potenziali interruzioni della supply chain e i rischi connessi, inclusa la perdita di opportunità di vendita”.
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