Export italiano extra Ue in aumento (+2,3%) nel 2025
Dicembre positivo (+4,6%) trainato dalle vendite verso paesi Asean (+47,8%) e Svizzera (+41,6%)
Le esportazioni italiane extra Ue sono cresciute del 2,3% nel 2025 (dal +1,3% del 2024), grazie alle maggiori vendite di beni di consumo non durevoli e beni intermedi. Parallelamente, l’import ha registrato un aumento del 3,4% (era -3,1% nel 2024), determinato in particolare dal deciso aumento degli acquisti di beni di consumo non durevoli che più che compensa l’ampia riduzione degli acquisti di energia.
Lo rileva l’Istat tirando le fila degli scambi commerciali conclusi dalle imprese italiane lo scorso anno, archiviati con un dicembre nettamente positivo per l’export (+4,6% su base annua dopo la flessione del -2,8% di novembre).
La crescita tendenziale dell’export verso i mercati extra Ue si deve in particolare all’aumento delle vendite di beni intermedi (+18,2%) e beni strumentali (+8,2%). Nel mese, l’import segna invece una flessione tendenziale dell’1,2%, cui contribuiscono soprattutto le minori importazioni di energia (-32,0%) e beni strumentali (-10,3%), che più che compensano l’aumento degli acquisti di beni di consumo non durevoli (+26,7%) e beni intermedi (+23,7%).
Rispetto al profilo geografico, il dicembre 2025 si chiude con aumenti marcati su base annua delle esportazioni verso paesi Asean (+47,8%) e Svizzera (+41,6%). Crescono anche le vendite verso Cina (+7,8%) e paesi Opec (+4,8%). Si riduce invece l’export verso Turchia (-17,7%), Regno Unito (-10,5%), paesi Mercosur (-9,6%) e Giappone (-7,3%). Modesta infine la riduzione delle vendite verso gli Stati Uniti (-0,4%).
Guardando invece alle importazioni, nel mese si osserva un crollo di quelle dai paesi Opec (-36,5%), mentre diminuiscono anche gli acquisti da Svizzera (-20,1%), paesi Asean (-5,9%) e Turchia (-1,8%). Per contro, crescono in misura marcata le importazioni da Stati Uniti (+61,1%) e paesi Mercosur (+45,4%).
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