• Chi siamo
  • Perchè
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Alocin Media
    • Shipping Italy
    • Super Yacht 24
    • Aircargo Italy
    • Alocin Media Corporate
Il giornale online del made in Italy che si muove

Il giornale online del made in Italy che si muove

  • Home
  • Logistica
  • Trasporti
  • Interviste
  • Immobiliare
  • Economia
  • Ricerche & Studi
  • Politica
  • Servizi & Fornitori
  • Notizie e interviste in evidenza
  • Le altre News
  • Chi siamo
  • Perchè
  • Pubblicità
  • Contatti

Il giornale online del made in Italy che si muove

Trasporti

Autotrasporto in crisi di liquidità: a rischio una impresa su 5

Secondo l’analisi di Cgia Mestre, il pieno a un tir potrà costare quest’anno 76.860 euro, ovvero quasi 17.500 più che nel 2025

di Redazione SUPPLY CHAIN ITALY
21 Aprile 2026
Stampa

Se il prezzo del diesel dovesse rimanere costantemente sopra i 2 euro al litro per tutto il 2026, una impresa su cinque dell’autotrasporto rischia di chiudere entro la fine dell’anno.

L’allarme arriva da uno studio di Cgia Mestre, che stima come delle 67.350 realtà di settore presenti in Italia, oltre 13.000 potrebbero essere costrette ad arrendersi entro la fine di quest’anno perché schiacciate dal caro-gasolio e dalla conseguente crisi di liquidità.

I meccanismi che rischiano di stritolare le imprese di settore sono stati illustrati nel dettaglio nel report, a partire dal peso del costo del carburante, che rappresenta circa il 30% dei costi operativi e che in caso di rialzi improvvisi fatica a ribaltarsi sulla clientela, dato che “l’autotrasportatore opera spesso con contratti a lungo termine o tariffe fisse negoziate mesi prima”.

Nello specifico, il prezzo del diesel alla pompa in modalità self oggi – rileva l’analisi – è mediamente pari a 2,135 euro al litro, con un rincaro rispetto alla situazione pre guerra del 24% (+0,415 euro al litro) e rispetto allo scorso 31 dicembre del 30,6% (+0,50 euro al litro).

Fatti i conti, secondo la Cgia Mestre oggi il pieno a un tir costa 1.067 euro (+207 euro e +250 rispetto ai due periodi di riferimento). Nel caso in cui il costo odierno rappresentasse il dato medio 2026, il rifornimento di un mezzo pesante verrebbe a costare quest’anno 76.860 euro, ovvero quasi 17.500 più che nel 2025.

Il ‘killer silenzioso’ del settore è però non solo il costo elevato ma il disallineamento dei pagamenti.

Il gasolio, cioè, si paga alla pompa o con fatture a brevissimo termine (settimanali o quindicinali), mentre l’attività di autotrasporto solitamente è fatturata a 60, 90 o 120 giorni, con l’effetto di creare una “fame di liquidità” letale tra le imprese che viene solo in parte limitata da meccanismi di protezione come il fuel surcharge (calcolato su variazioni rilevate dal Ministero), sia per lo scarso potere contrattuale delle aziende – in particolare dei padroncini –, sia perché  l’adeguamento scatta con un ritardo temporale rispetto alla fiammata dei prezzi.

In questo quadro, il governo – prosegue l’analisi di Cgia Mestre – ha introdotto il taglio delle accise, ma ha tenuto al palo il promesso credito d’imposta a favore delle imprese di trasporto, un provvedimento “che, ad oggi, esiste solo sulla carta e interesserà solo una piccola minoranza (circa il 22%) dei mezzi di trasporto merci in circolazione sulle nostre strade”. In aggiunta il taglio si è rivelato un boomerang. Gli autotrasportatori, spiega il report, beneficiano infatti di un rimborso sulle accise pagate sul gasolio professionale, ma il fatto che la riduzione dell’imposta sia stata applicata a favore di tutti consumatori ha ridotto anche il rimborso spettante alla categoria, “neutralizzando il vantaggio fiscale specifico”. In aggiunta, il mercato ha rapidamente assorbito gli sconti, vanificando l’effetto sul prezzo finale.

Sull’altro fronte, a incidere è anche l’atteggiamento di molti committenti che, segnalano i vettori, spesso contestano l’applicazione della clausola di fuel surcharge o la riconoscono solo parzialmente, “scorporando arbitrariamente la quota corrispondente al taglio delle accise introdotte dal Governo”, in particolare a fronte di controparti più deboli contrattualmente.  scorporando arbitrariamente la quota corrispondente al taglio delle accise introdotte dal Governo.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA DI SUPPLY CHAIN ITALY

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Ultimi Articoli
In crescita l’export di Centro (+13,8%) e Sud (+7,1%) nel primo trimestre 2026
Performance particolarmente positive sono state registrate dalle province di Arezzo, Venezia, Firenze, Varese e Massa-Carrara
  • export regioni italiane primo trimestre 2026
  • Istat
2
Economia
12 Giugno 2026
La logistica italiana cresce a 94,3 mld di euro (+1,9%) ma i margini si assottigliano
Secondo l'Osservatorio Freight Insights “la dinamica dei costi ha superato quella dei volumi", in particolare per via degli aumenti di…
  • logistica italiana
  • Most
  • Osservatorio Freight Insights
  • Politecnico
2
Ricerche & Studi
11 Giugno 2026
Savona – Vado Ligure il porto container più performante in Italia per Banca Mondiale
L'ultimo report Container Port Performance Index mette ancora invece in fondo alla lista Trieste, La Spezia e Genova
  • banca mondiale
  • container
  • Cppi
  • World Bank
4
Trasporti
11 Giugno 2026
In lieve aumento (44,5%) la difficoltà di reperimento autisti nella logistica italiana
A giugno secondo Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior saranno 60.800 i nuovi contratti…
  • Bollettino Excelsior Unioncamere Anpal
1
Ricerche & Studi
11 Giugno 2026
Traffico merci stabile nei porti di Civitavecchia, Gaeta e Fiumicino nel primo trimestre 2026
Fra gennaio e maarzo forti incrementi nei settori automotive e passeggeri
  • adsp civitavecchia
2
Logistica
11 Giugno 2026
  • Logistica
  • Trasporti
  • Interviste
  • Immobiliare
  • Economia
  • Ricerche & Studi
  • Politica
  • Servizi & Fornitori

© SUPPLY CHAIN ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Exit mobile version